“LA FEBBRE DEL SABATO SERA” ARRIVA A ROMA
In occasione del 40° anniversario dall’uscita del celebre film, Teatro Nuovo di Milano presenta la nuova produzione italiana de “La febbre del sabato sera”. Il musical tratto da una delle pellicole più celebri ed importanti nella storia del cinema, è un omaggio alla disco music ed al glam dominante degli anni’70. Uno spettacolare juke box musical in cui rivivere i successi disco in voga all’epoca tra cui spiccano le canzoni originali dei Bee Gees come Stayin’ Alive, How Deep Is Your Love, Night Fever, You Should Be Dancing e tante altre in voga tutt’oggi quali Symphonie No 5, More than a woman e la celeberrima Disco Inferno. Lo spettacolo che ha già debuttato con successo al Teatro Nuovo di Milano sarà in scena al Teatro Olimpico di Roma dal 7 al 19 febbraio per poi proseguire la sua tournée in tantissime città italiane. Giuseppe Verzicco è il nuovo Tony Manero. A sceglierlo una commissione internazionale composta dai produttori americani di Theatrical Rights e dal team creativo italiano presieduto dal regista Claudio Insegno. Classe 1986, Verzicco è oggi uno dei migliori performer del musical italiano e, con il suo carisma ed il suo grande e poliedrico talento, è pronto a far rivivere quel ruolo che ha portato alla ribalta mondiale un giovanissimo Travolta. Un ruolo attesissimo per un debutto che regalerà a tutto il pubblico italiano le forti emozioni che solo John Travolta seppe suscitare in tutti gli spettatori della celebre pellicola di John Badham, grazie al concept cinematografico che il regista Claudio Insegno ha voluto imprimere a questo nuovo allestimento. A presentare lo spettacolo è Lorenzo Vitali, direttore artistico del Teatro Nuovo, che ha anche prodotto il pluripremiato Jersey Boys. Al fianco di Giuseppe Verzicco, l’affascinante Anna Foria nel ruolo della splendida Stephanie Mangano, Giada D’Auria nei panni dell’innocente e sognante Annette, Luca Spadaro è Bobby C, il migliore amico di Tony e parte del gruppo de I Baroni composto da Joey – Samuele Cavallo, Double J. – David Negletto e Gus interpretato da Francesco Lappano. Sono poi Alessandra Sarno e Gaetano Ingala ad interpretare l’autorità familiare rispettivamente nei ruoli di Flo e Frank Manero. Le potenti voci di Gianluca Sticotti nel ruolo di DJ Monty e di Giovanna D’Angi nel ruolo di Candy faranno ballare tutti i ballerini del mitico Odyssey 2001 tra cui Alex Botta – Frank Jr., Arianna Galletti – Pauline, Monica Ruggeri – Linda Manero, e tutto il corpo di ballo composto da Fabio Gentile, Ilaria Leone, Camilla Lucchini, Carolina Mollo, Jessica Falceri, Marco Ventrella, Eneris Veidia, Janer Veranes. Dal 7 febbraio il Teatro Olimpico si rivivrà la leggendaria era della Disco nella New York degli anni Settanta grazie alle magnifiche coreografie originali di Valeriano Longoni, le celeberrime musiche con la supervisione musicale di Angelo Racz, e soprattutto grazie all’orchestra dal vivo e al suggestivo e tecnologico impianto scenografico firmato da Roberto e Andrea Comotti arricchito dai sorprendenti video di Francesca Del Cupolo ed Erika Dolci, i costumi della celebre Graziella Pera, l’emozionante disegno luci di Valerio Tiberi ed il perfetto disegno audio di Simone Della Scala. Regia di Claudio Insegno.
ROMA, CINZIA LEONE IN “DISORIENT EXPRESS”
Fino al 19 febbraio il Salone Margherita di Roma ospita Cinzia Leone con lo spettacolo “Disorient Express” , scritto da Cinzia Leone e Fabio Mureddu per la regia di Fabio Mureddu e Emilia Ricasoli. Disorient Express non è la storia di un treno che non sa dove andare, è una fotografia di gruppo in cui ci siamo tutti e tutti abbiamo un’espressione visibilmente disorientata. “E come può non essere disorientata un’umanità travolta ogni minuto da un cambiamento? – racconta Cinzia – Come possiamo essere sicuri di noi stessi e della realtà che ci circonda se ad ogni notizia sentita in televisione possiamo trovare contemporaneamente la smentita su Internet? Come possiamo accontentarci anche solo di un lavoro qualunque, in un momento in cui, qualunque sia il lavoro non te pagano e il massimo che puoi farci è mettertelo nel … curriculum? Come possiamo rilassarci con lo zapping, se, anche potendo scegliere tra centinaia di canali, troviamo ovunque la stessa cosa: gente che canta o che cucina?” E continua: “Per raccontare tutto questo in uno spettacolo ho deciso di farmi disorientare anche io proprio mentre faccio lo spettacolo. Come? Io nello spettacolo sono proprio io, Cinzia e ho proprio la parte di un’attrice che fa uno spettacolo. Che spettacolo? Uno spettacolo contemporaneo, che viene aggiornato in tempo reale: proprio come avviene nei programmi in diretta, una redazione, costantemente connessa al mondo esterno, aggiorna e modifica gli argomenti e i contenuti dello spettacolo. Infatti, proprio mentre faccio lo spettacolo interviene un autore che, entrando in scena, mi informa che quello che ho appena detto è stato smentito da qualcuno o da qualcosa e che quindi bisogna dire o fare qualcos’altro. Vi sembra fico? A me no. È un delirio. In una realtà come questa, aggiornarsi significa smentire se stessi continuamente. L’autore, entrando e interrompendomi, mi costringerà, ogni dieci minuti, a cambiare lo spettacolo, passando da un monologo sulla crisi ad uno sul traffico; da un’assurda messa in scena di Romeo e Giulietta ad un rito di esorcismo contro la televisione”.
ROMA, “QUELLA PICCOLA PAZZA COSA CHIAMATA AMORE”
Al Teatro Tirso de Molina di Roma, (via Tirso 89, piazza Buenos Aires) fino al 5 febbraio va in scena la commedia “Quella piccola pazza cosa chiamata amore” con la regia di Lillo e un cast formato da Danilo De Santis, Roberta Mastromichele, Piero Scornavacchi, Chiara Buratti, Marco Aceti e Roberto Belli. Tutti siamo ossessionati da qualcosa che non vuol saperne di lasciare la nostra mente. Che sia il calcio, il cibo o lo shopping non importa. Il vero problema si pone quando l’ossessione è legata all’amore. E in particolare se è rivolta a qualcuno che rimane nella nostra mente molto più di quanto sia stato nella nostra vita.”…quando sei dentro un’ossessione, tutti, da fuori provano a farti ragionare ma tu non puoi ragionare perché sei ossessionato da un unico pensiero: l’oggetto della tua ossessione”, dirà a un certo punto Luigi, il protagonista di questa storia, che pur di riconquistare Elena, il suo amore perduto, si dichiara disposto a tutto. Perfino a farsi chiamare Lulù da Ferdinando, omosessuale di mezza età, che sta aspettando da 27 anni il ritorno del suo Michel. I due condividono lo stesso dolore e Ferdinando, detto Ferdy, proprio grazie a Lulù, ha ritrovato la gioia di vivere ed è intenzionato a mettere in scena “Ferdy Mercury Show” un musical interamente dedicato a Freddie Mercury e a Rudolf Nureyev, perché la leggenda vuole che i due avessero avuto una storia d’amore. Lulù è quindi chiamato a sostituire la figura di Michel nello spettacolo. E fin qui non ci sarebbe niente di male. Ma Ferdy si sente sempre più attratto da lui e le sue avances divengono sempre più esplicite. Sarà l’arrivo del malcapitato Mario, suo amico, a toglierlo dall’imbarazzo. Anche se Luigi nasconde un grosso segreto… “Mi ha fatto ridere già dalla prima lettura – afferma Pasquale Petrolo in arte Lillo, del duo comico Lillo & Greg – e sono ben lieto di impreziosire lo scritto con la mia regia. Sarà un ben lavoro e ci divertiremo tanto, e quando ci si diverte, è assai probabile che anche il pubblico apprezzerà questo spettacolo”.
DADO TORNA IN SCENA A ROMA: “OBLADI’ OBLADADO”
Dopo il grande successo di critica e pubblico della scorsa stagione torna sul palco del Teatro Tirso de Molina di Roma (via Tirso, 89, Piazza Buenos Aires) dall’8 al 26 febbraio il pungente Dado. “Nello spettacolo Obladì Obladado metterò tutta la forza dissacrante della satira e della comicità di Canta la notizia, – assicura il comico romano – parleremo di potenti, di prepotenti e dei soliti furbetti e li abbatteremo a colpi di risate”. Forse per il fatto che avrebbe voluto essere una rock-star, forse per un’innata propensione a dissacrare i piccoli soprusi quotidiani che ognuno di noi subisce, Dado torna sulle scene più carico che mai, portandosi dietro un bagaglio di battute vertiginose che fanno il punto sulla situazione che stiamo vivendo e su quella che abbiamo sempre vissuto. L’unica cosa certa è che non verrà risparmiato nessuno. Non mancheranno i video di successo di Dado Canta La Notizia che hanno raggiunto un milione e mezzo di visualizzazioni sul web e che come nel suo inconfondibile stile faranno scacco all’attualità e tutte le altre canzoni che rendono DADO la Rock Star della comicità. (red)
MILANO, “LA LEZIONE DEL FIUME” TORNA AL PARENTI
Torna al teatro Franco Parenti di Milano, in una nuova versione, lo spettacolo “La lezione del fiume” che già è stato ospitato con successo in questo teatro nel 2012 e nel 2013. Lo spettacolo multimediale, ideato da Antonio Capaccio su testo originale del poeta Valerio Magrelli, è stato presentato, negli anni passati, in diversi importanti teatri e Festival. Memorabile, ad esempio, il successo, nel 2012, al Teatro El Globo di Buenos Aires per la Settimana della Lingua Italiana nel mondo. “La lezione del fiume” è uno spettacolo teatrale originale che fonde diversi aspetti narrativi, musicali, visivi. La musica accompagna l’intero spettacolo. I musicisti sono in scena, divenendo personaggi essi stessi. La scena è definita dalla proiezione su schermo di video di Antonio Capaccio, che seguono l’intero svolgimento dello spettacolo in costante dialogo -attraverso un gioco continuo di allusioni e libere associazioni- con la narrazione e la musica. La fusione di tanti elementi espressivi -visivi, musicali, letterari- è un tratto originale di questo spettacolo. Fonti, acquedotti, argini, ponti, foci, dighe, chiuse, mulini, tracimazioni, pesci, uccelli, vegetazione. Ghiaccio e calore. Fiumi interiori, casalinghi, corporei, ultramondani. La lezione del fiume è la storia di un viaggio lungo un itinerario naturale che però è anche un grande orizzonte simbolico. Un viaggio di associazioni poetiche, visive e sonore. Il fiume, dunque, come tracciato fisico ma anche come archetipo. Memoria e tradizione, ma provvisorio, esperimento, margine, confine, transito, apertura. Fiume come scorrere perenne e ineluttabile, come persistenza e mobilità. Cominciamento e approdo, metafora della condizione umana Viaggio e fissità. Stare, andare, tornare. Una produzione di Brecce per l’arte contemporanea, a cura di Claudia Rozio Spettacolo su testo di Valerio Magrelli, immagini e regia di Antonio Capaccio, musiche di Gabriele Coen, assistente alla regia Daniele Alef Grillo. Con Cristiana Arcari (voce), Gabriele Coen (sax e clarinetto) e Francesco Poeti (chitarra). (Red)