Roma, 6 feb – “Quella tra Italia e Libia è una svolta decisiva, perché non è solo un’intesa militare. È un accordo in cui l’Italia, che è in prima fila anche nel sostenere la mia Guardia presidenziale, mobilita l’Europa sulla crisi”. Lo afferma il generale Najmi Nakua, nuovo comandante della “Guardia presidenziale” istituita dal governo di Fayez Serraj, in una intervista a Repubblica nella quale sostiene che l’intesa con Roma “apre un dialogo per stabilizzare socialmente la Libia. Se non ci sono risorse e impegni per il Sud della Libia e per i paesi del Sahel non cambierà nulla. L’immigrazione dovremo contrastarla innanzitutto noi libici, e dobbiamo farlo perché dietro ci sono delle mafie assai potenti, capaci di far deragliare il processo democratico”, “questo accordo con l’Italia e quindi con l’Europa ci aiuterà poco alla volta a gestire con civiltà e rispetto il flusso di migranti: guardi che anche per noi in Libia sono un pericolo assai serio, una fonte di potenziale destabilizzazione. Immaginate cosa possono essere migliaia di irregolari che magari si organizzano, trovano armi, creano bande? Sappiamo che dobbiamo gestire il problema con umanità, e l’Italia, l’Europa e l’Onu ci aiuteranno a farlo, ma questo flusso di disperati gestito dalle mafie deve cessare. Se non iniziamo a farlo, da voi aumenterà il populismo, mentre da noi si moltiplicheranno gli scontri violenti, le ribellioni, sarà il caos totale. Un nuovo Gheddafi non c’è e non ci sarà, c’è solo un lavoro molto faticoso e pericoloso. Vogliamo farlo, con l’Italia e i nostri alleati”.
(red)