Trieste, 27 feb – Un anno fa, il 9 marzo 2007, l’Unione europea ha approvato la riforma nella sua politica energetica ponendo al centro degli obiettivi comunitari l’utilizzo delle energie rinnovabili. La quota di produzione delle energie pulite dovrà raggiungere il 20 per cento entro il 2020. I cambiamenti climatici, la crescente dipendenza dai combustibili fossili e l’aumento del costo dell’energia orientano le politiche energetiche dell’Unione europea verso l’incremento della produzione energetica da fonti rinnovabili. Considerando che nel 1997 l’energia primaria ricavata da fonti rinnovabili era pari al 5.4% e che nel 2001 è stata portata al 6 per cento, l’incremento medio annuo per tali fonti è stato appena dello 0.15%. Poiché il nuovo obiettivo al 2020 potrà essere raggiunto a fronte di incrementi dell’1 per cento all’anno, lo sforzo che dovrà essere prodotto a livello sociale, scientifico, economico e politico è notevole. In questo quadro lo studio della conversione diretta dell’energia contenuta nella radiazione solare in energia elettrica tramite l’effetto fotovoltaico appare uno dei settori più promettenti: nel 2006 infatti, il mercato del fotovoltaico è cresciuto a livello mondiale del 36 per cento. E’ questo il quadro che fa da sfondo ad una giornata di studio sulla produzione di energia elettrica dal sole che si apre oggi pomeriggio all’Università di Trieste, organizzata dall’Aeit, la Federazione italiana di elettrotecnica, elettronica, automazione, informatica e telecomunicazioni, dai laboratori di Conversione statica dell’energia e di Materiali per l’energia dell’Università di Trieste e dall’Associazione italiana di Ingegneria dei materiali. Oltre ad approfondire i vari aspetti connessi alla realizzazione degli impianti fotovoltaici per la produzione dell’energia elettrica – dai materiali alla conversione dell’energia, dalle implicazioni impiantistiche ai sistemi di controllo, dagli incentivi all’accesso al credito, presentando le diverse competenze ed esperienze presenti sul territorio – saranno presentati alcuni progetti sui sistemi fotovoltaici e sulla generazione di energia elettrica dal sole allo studio dei ricercatori dell’Università di Trieste.