Roma, 27 feb – Le Monde analizza la svolta moralizzatrice che accompagna la campagna elettorale italiana. “Il quotidiano cattolico Avvenire – si legge – è stato il primo ad aprire il dibattito chiedendo ai democratici dell’ Udc di verificare la moralità dei propri candidati in vista delle elezioni del 13 e 14 aprile. Il partito di Pier Ferdinando Casini, infatti, non ha mai nascosto l’ intenzione di candidare al Senato Totò Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia recentemente condannato a cinque anni di reclusione per aver aiutato mafiosi a sottrarsi ad inchieste giudiziarie”. “Dopo l’ appello dei vescovi – scrive il quotidiano francese – un desiderio di moralizzazione sembra aver investito la classe politica italiana. Riprendendo un’idea dell’ ex magistrato di Mani pulite Antonio Di Pietro, oggi legato al Pd, il quale ha deciso di bandire dalle proprie liste, in nome di un ‘codice etico’, tutti i candidati che hanno subito una condanna in prima istanza, Walter Veltroni ha auspicato che questa innovazione potrà suscitare comportamenti analoghi nelle altre forze politiche”. Quanto alla legislatura uscente, conclude Le Monde, “più di una trentina di parlamentari avevano subito una condanna definitiva per reati che vanno dalla frode fiscale alla corruzione” e “il numero di quelli condannati in prima istanza è molto più alto, a cominciare dal più celebre, Silvio Berlusconi”.
(Fau)