Roma, 27 feb – Le Figaro presenta oggi lo stato dell’arte della riforma del sistema radiotelevisivo pubblico italiano. “Il Parlamento – si legge – non ha convertito in legge la riforma del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, il quale voleva sottrarre la Rai alle ingerenze dei partiti e del ministero del Tesoro, azionista di riferimento. Spetterà ora al successore di Romano Prodi formulare una nuova riforma del sistema televisivo, tenendo conto dei continui cambiamenti del panorama audiovisivo”. “Da molto tempo la Rai – si legge ancora sul quotidiano francese – ha rinunciato a fare a meno delle entrate pubblicitarie che rappresentano circa la metà del suo fatturato da tre miliardi di euro”. Oltre al canone di abbonamento pagato dagli utenti, “l’altra metà delle risorse della tv pubblica italiana deriva dagli investimenti pubblicitari, che stagnano da molti anni a causa della concorrenza dei nuovi canali privati”.
(Fau)