Torino, 28 feb – A partire da oggi fino all’11 aprile, la città di Torino darà il via alla seconda edizione della rassegna cinematografica “Migranti fra pregiudizio e integrazione”, curato dall’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza è sostenuto dalla Città di Torino, con la collaborazione di Teche Rai, Documé, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico. “La rassegna – spiegano dal Museo Diffuso della Resistenza, location delle proiezioni – affianca un’ampia panoramica di film e documenti cinematografici sull’immigrazione in Italia negli ultimi 20 anni al recupero, sempre attraverso il cinema, di quella dimensione storica più lontana in cui furono gli italiani a trovarsi nella condizione di migranti”. La rassegna si svilupperà attorno a tre sezioni: l’emigrazione piemontese in America latina; la grande immigrazione dal meridione italiano negli anni ‘50 e ‘60 verso le Regioni del Nord e l’Europa; le ondate immigratorie più recenti da diversi Paesi del mondo e per le ragioni più diverse (economiche, politiche, belliche, legate al disfacimento dei paesi d’origine); la questione della ‘seconda generazione’, cioè dei figli nati in Italia da immigrati. Saranno inoltre proposte esemplificazioni della documentazione visiva prodotta in ambito universitario o scolastico nel quadro di progetti di ricerca o didattici sul tema delle migrazioni del passato e del presente. Operatori del settore, esperti, persone che hanno vissuto o vivono l’esperienza della migrazione, oltre a autori e produttori, introdurranno i film e si confronteranno con il pubblico. La manifestazione sarà inaugurata con la sezione “Italia Paese di emigranti”, con la proiezione del film “Nella pancia del piroscafo” (2006) del regista Alberto Signetto, che introdurrà l’incontro con il pubblico. Il regista ripercorre in prima persona il lungo viaggio intrapreso dalla sua famiglia nel ’48, quando ci fu l’ultima grande ondata di emigrazione piemontese in Argentina. Nel corso della serata saranno proposti canti di emigranti eseguiti da Donata Pinti, Alberto Cesa e Angeles Lopez Aguado di “Cantovivo”.
(Cld/Sis)