Ginevra, 6 mar – Una forte critica all’attuale approccio su migrazione e rimpatri, la necessità di una legge sulla cittadinanza (chiesta in questi giorni da decine di manifestazioni in tutta Italia), la stepchild adoption, l’introduzione del reato di tortura: sono alcuni dei temi chiave che la Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili (CILD) porta al Comitato Diritti Umani ONU (Human Rights Committee, o HRC), riunito a Ginevra in questi giorni e che esaminerà l’operato dell’Italia circa il rispetto dei diritti politici e civili. Nel corso di questa settimana CILD presenterà tre “rapporti ombra” che esaminano aspetti critici e ritardi delle politiche italiane: si parlerà di CIE, hate speech e stepchild adoption, ma anche di privacy e sorveglianza, detenzione e reato di tortura (ancora non esistente in Italia, nonostante numerosi casi ne rendano evidente la necessità). Due delle relazioni sono presentate congiuntamente con Associazione Antigone e con l’inglese Privacy International. L’attenzione verrà portata anche sulle espulsioni di massa, come quella di 48 sudanesi nell’agosto 2016 (con un ricorso contro l’Italia in atto alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo) e al cosiddetto “approccio hotspot”, caratterizzato da sistematiche violazioni sistematiche dei diritti umani. Lo Human Rights Committee è un organismo delle Nazioni Unite composto da 18 esperti indipendenti che si occupa dell’implementazione dell’International Covenant on Civil and Political Rights (Patto internazionale sui diritti umani).
(red)