Roma, 10 mar – “Il Mozambico conferma che la nostra strategia funziona”, “la cessione ad ExxonMobil del 25% della nostra Area 4 nell’offshore del Mozambico è la riprova che la nostra innovativa strategia sull’esplorazione funziona e rappresenta un importante riconoscimento anche per l’Italia”. Così, in una intervista a La Stampa, l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, commenta l’affare da 2,8 miliardi di dollari e mostra tutta la sua soddisfazione per il frutto “di un lavoro matto e disperatissimo” che archivia “l’ultimo degli impegni presi nel 2014 per il triennio”. E aggiunge che “tra il Mozambico e altre 4 operazioni simili negli ultimi 4 anni abbiamo realizzato 9 miliardi di dollari, per intenderci quanto il capitale che per 15 anni abbiamo messo in Kashagan per potere cominciare a produrre solo qualche mese fa. Ma c’è una valenza più ampia. In un momento in cui tutti stanno vendendo asset produttivi, noi abbiamo venduto asset esplorativi: sono stati riconosciuti unicamente per il loro potenziale. E li abbiamo ven duti alle prime 4 società petrolifere al mondo: le prime due indipendenti – l’americana ExxonMobil e la britannica Bp e le prime due nazionali, la cinese Cnpc e la russa Rosneft”.