Roma, 6 mar – Il responsabile del coordinamento Enas per l’estero Aldo Di Biagio si è così espresso sulle problematiche inerenti al trattamento economico in caso di malattia dei contrattisti residenti all’estero: “Le condizioni del personale a contratto presso le nostre rappresentanze diplomatico-consolari sono fortemente discriminanti”. ”Basti pensare che mentre il dipendente di ruolo in sede a Roma, assente per malattia, riceve l’intera retribuzione mensile di novi mesi all’anno e sempre all’anno ha diritto a 45 giorni se in trasferta all’estero – ha continuato Di Biagio – l’impiegato assunto con contratto regolato da legge italiana può beneficiare invece di soli 90 giorni di assenza in un triennio. Il personale a contratto locale addirittura soltanto di 45 spalmati in tre anni”. ”Sono note, inoltre, altre carenze normative contrattuali riguardo al numero dEi giorni feriali e delle festività retribuite o al trattamento pensionistico lì dove la determinazione della base contributiva è di molto inferiore alla base imponibile. Una situazione divenuta oramai insostenibile – ha concluso Di Biagio – che necessita di un intervento netto da parte del Ministero degli Affari esteri italiano”.
(Sis)