Bologna, 12 mar – Una gocciolina che scivola verso l’alto lungo una superficie liscia, sfidando la forza di gravità. E’ tra i primi esempi di trasporto di un oggetto macroscopico grazie all’impiego di macchine molecolari artificiali e una delle dimostrazioni più sorprendenti dei risultati di un progetto di ricerca nel campo delle nanotecnologie che è valso a due scienziati italiani, Francesco Zerbetto e Fabio Biscarini, rispettivamente dell’Università di Bologna e del Cnr, il premio Cartesio 2007, una sorta di “premio Nobel” per la scienza dell’Unione europea, assegnato ogni anno ai protagonisti delle più brillanti scoperte scientifiche ottenute in collaborazione tra diversi paesi europei. La premiazione, in corso a Bruxelles, ha infatti visto prevalere, a pari merito con altri due gruppi europei, il team transnazionale di cui i due ricercatori italiani fanno parte. La gocciolina “magica” è una goccia di un liquido organico (diiodometano), che scorre sopra un invisibile tappeto di macchine molecolari (congegni composti da pochi atomi, dalle dimensioni di pochi milionesimi di millimetro, e controllabili per mezzo di stimoli esterni dagli scienziati). “Quelle utilizzate in questa dimostrazione – spiega Zerbetto – hanno la proprietà, esposte alla luce ultravioletta, di attrarre molecole derivate dal metano. A contatto con il liquido le macchine molecolari tendono inoltre a serrarsi tra loro, cosicché quelle appena bagnate si accostano alle limitrofe ancora asciutte, trascinando con sé il fronte di avanzamento della goccia. L’effetto è quello di una specie di tapis roulant molecolare che trascina il liquido. La forza esercitata dalle macchine molecolari è pari a molte volte il peso della gocciolina. Per questo è possibile farla procedere in salita e superare un’angolazione anche di 20 gradi”. (SEGUE)