Se il Pd corre da solo “il rischio sconfitta sarebbe alto, una grande responsabilità. Per questo Pisapia dice che bisogna ragionare assieme, perché nel campo di centrosinistra entrino tutte le sensibilità che condividono una visione” ma “se non si trova un accordo non può finire lì, si lavorerà a un’alternativa di centrosinistra. Il Pd non rappresenta tutta l’area progressista, se pensa di poter fare da solo temo che commetta un errore di valutazione”. Lo afferma la presidente della Camera, Laura Boldrini, in una intervista al Corriere della Sera. E aggiunge: “Io propongo una piattaforma di soli cinque punti forti, più altri cinque da far scegliere agli italiani con una grande consultazione pubblica, online e nelle piazze”. Primarie di programma? “Sì, per non fermarci solo alla consultazione sulle leadership vorrei ribaltare lo schema. I cinque punti sono lavoro, Europa, ambiente, questioni di genere e questione sociale. Una forza progressista la vorrei laburista, europeista, ambientalista, femminista, solidale”. Se ci saranno primarie per il leader, scenderà in campo? “Ora sono impegnata alla presidenza della Camera e sostengo il grande sforzo che sta facendo Pisapia. Questa è una fase politica molto delicata, c’è bisogno del contributo di tutti e certamente il mio non mancherà. Io non mi sottraggo”. Pisapia lavora per unire il centrosinistra, ma Renzi non farà alleanze con D’Alema e Mdp. Un listone del Pd è una possibile soluzione? “No, io non lo credo. Bisogna avere uno sguardo più ampio. La prima parola d’ordine è generosità, la seconda responsabilità. Bisogna superare i veti e le questioni personali, perché sono dannosi. Il Pd è parte imprescindibile del centrosinistra, ma quell’area è stata molto lacerata da alcune scelte divisive. Lavoro, scuola e riforme costituzionali hanno provocato strappi profondi. Adesso serve unità, porre veti e condizioni sarebbe miope. Bisogna superare i risentimenti e misurarsi sui contenuti”. La legge elettorale si farà? “Bisogna farla, ne va della considerazione che l’opinione pubblica ha del Parlamento. Dopo la sollecitazione del capo dello Stato, io ho esortato i gruppi a rispettare l’impegno di portare in Aula il provvedimento il 29 maggio. Abdicare al ruolo delle Camere sarebbe una sconfitta. Il presidente Mattarella ha detto che ci vuole una legge che armonizzi i sistemi di Camera e Senato, viste le differenze su sbarramento, capilista, preferenza di genere, premio di maggioranza”. Boldrini parla anche delle primarie del Pd: “Due milioni di persone che vanno a votare rappresentano un bell’esercizio di partecipazione, anche se gli elettori sono diminuiti rispetto alle primarie precedenti. Ora bisogna capire cosa Renzi vorrà fare di questo risultato” e “spero che le decisioni riguardo al futuro della legislatura vengano prese con senso di responsabilità”, “molto tempo è stato speso per riforma costituzionale e legge elettorale, ma sono state anche approvate altre leggi importanti tra cui le unioni civili, il ‘dopo di noi’, il reddito di inclusione, la legge contro il caporalato. Altri provvedimenti sono fermi e bisogna chiudere almeno biotestamento, tortura, cognome della madre ai figli, cittadinanza, omofobia e cyberbullismo. E’ un patrimonio di questa legislatura, che non si può sprecare. E poi c’è la priorità lavoro e l’emergenza terremoto”. (4 mag – Red)
