Roma, 14 mar – “I suoi occhi nocciola sorridono spesso, ma rispecchiano il soprannome: signora d’acciaio”. Inizia così un lungo articolo che Le Monde dedica oggi al futuro presidente di Confindustria. “Emma Mercegaglia, 42 anni, alla guida del gruppo Marcegaglia, leader in Europa nella lavorazione dell’acciaio – si legge -, ha il viso rassicurante della continuità e simbolizza la riconciliazione di un’associazione che due anni fa, in piena campagna elettorale, ha vissuto un importante conflitto interno: da un lato i partigiani di Berlusconi, gli imprenditori del Nord, dall’altro la direzione di Confindustria, critica neri confronti del governo uscente”. “La saga industriale dei Marcegaglia – prosegue l’articolo – è tipica di quel capitalismo familiare protagonista del miracolo economico italiano. Da piccola azienda familiare, il gruppo lavora oggi 5 milioni di tonnellate di acciaio l’anno ed è diventata una importante multinazionale con un fatturato di 4,2 miliardi di euro e 6 mila e 500 dipendenti in 47 impianti di produzione in Italia e nel mondo”. “Emma – aggiunge il quotidiano – ha ora solo una preoccupazione: i ritmi infernali della sua nuova vita e il tempo da dedicare alla figlia”, sottolineando che l’imprenditrice intende dedicare “tre giorni per Confindustria e due per l’ azienda”. Il quotidiano sottolinea che all’assemblea generale di Confindustria del 21 maggio si terrà “una elezione senza suspense, un voto sovietico” riferendosi al plebiscito ha accompagnato la designazione della Marcegaglia alla successione di Luca Cordero di Montezemolo. “Dopo un secolo di presenza maschile e 26 uomini alla sua guida – si sottolinea – la Confindustria dovrà imparare a dire ‘signora presidente'”.
(Fau)