Roma, 16 mar – Rincaro record per il gasolio: il prezzo è arrivato a quasi 1,38 euro (1,378 nei distributori Agip) ed è quindi ormai a 2 cent dalla benzina verde (1,399 al litro). Quello di oggi è un vero e proprio primato, che ha quasi portato alla stesso livello il rapporto prezzi tra verde e diesel, che tradizionalmente ha sempre visto la prima più cara del secondo. In sostanza si è dimezzata la forbice rispetto alla differenza di 4 centesimi registrata giorni addietro. Con i prezzi attuali un pieno di gasolio per un’auto di media cilindrata costa attorno a 68,90 euro mentre quello della benzina costa 69,95 euro: un prezzo superiore di solo 1,05 euro. Del resto dal 2000 è completamente cambiato il quadro di riferimento, a cominciare dalle quotazioni internazionali del petrolio, che a cascata pesano sul prezzo finale dei carburanti. Nel 2000 il valore medio del barile si attestò intorno a 28 dollari, che anche attualizzati ai corsi attuali del cambio euro-dollaro, con il biglietto verde ai minimi, si traducono in 32 dollari. In ogni caso, valori di gran lunga distanti da quelli odierni, con quotazioni record che hanno toccato i 111 dollari al barile. Il 2007 ha fatto registrare una media d’anno poco superiore ai 69 dollari, ma gli ultimi mesi hanno visto di fatto una brusca accelerazione delle quotazioni. Il record del prezzo del gasolio “con una differenza di 2,1 centesimi rispetto a quello della benzina verde, è la prova provata di una odiosa speculazione a danno dei consumatori”, sottolineano in due diverse note l’Adusbef e la Federconsumatori, che hanno messo in risalto come “a novembre la differenza tra il pieno di gasolio e uno di verde era di 5 euro, oggi di 1,05 euro”. L’Adusbef ha inoltre sottolineato che i rincari sui prezzi dei carburanti sono di origine speculativa “puntuali in prossimità delle vacanze pasquali, come delle ferie estive e del Natale. Il record del cambio euro/dollaro non giustifica tali prezzi che sono tra i più alti della media europea a parità di tassazione”. Perciò l’Adusbef è tornata a chiedere “l’intervento della magistratura e della Guardia di Finanza, a tutela di famiglie che vedono sempre più eroso il potere di acquisto e non riescono più a sopravvivere, se non contraendo debiti su debiti con banche e finanziarie che fanno affari d’oro sulla pelle di milioni di cittadini stremati ed indifesi”. (Gil)