Roma, 10 mag – “Trento è un’eccellenza nella cooperazione internazionale. Con la Provincia, che ha una sua tradizione nel settore, stiamo lavorando a un progetto per l’Uganda. Riguardo ai giovani, a loro illustrerò tutte le opportunità nelle organizzazioni internazionali: opportunità vere, di carriera, non solo volontaristiche. Possono costruirsi un futuro all’estero”. Mario Giro, viceministro agli affari esteri, in una intervista al Corriere del Trentino, anticipa il tema del suo intervento al dipartimento di Sociologia, oggi pomeriggio, in occasione del seminario “Lavorare nella cooperazione internazionale”. “La nuova cooperazione internazionale – afferma – è sicuramente una possibilità valida per i giovani. Mostrerò le slide con tutte le opzioni per le carriere e le strategie di entrata efficaci. L’elenco comprende campi di lavoro all’estero, servizio civile internazionale, servizio volontario europeo. E poi le selezioni nell’Unione europea, il Jpo Junior professional officer, esperienza formativa di due anni nelle organizzazioni del sistema Onu, e ancora il concorso diplomatico al ministero degli esteri, i tirocini nelle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero, il concorso per i funzionari junior dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, le figure degli addetti alla promozione culturale presso ambasciate e istituti italiani di cultura. Insomma, le opportunità non mancano”. Non solo stage quindi, ma strade che vale la pena provare? “Sì, il messaggio è che si può andare all’estero non solo per infilarsi in un pub inglese. Si possono anche costruire carriere, scommetterci la vita. I giovani trentini e italiani possono aprirsi al mondo non soltanto in iniziative volontaristiche, ma per qualcosa di serio, formativo e professionale”.
(red)