Bologna, 18 mar – Istituito nel 1901, il Premio Nobel, prestigioso riconoscimento scientifico, ha visto fino ad oggi riconosciuti solo undici premi alla scienza al femminile, su un totale di oltre cinquecento assegnazioni. Tra le scienziate premio Nobel spiccano i nomi dell’italiana Rita Levi-Montalcini e di Marie Curie-Sklodowska, premiata due volte per i suoi studi sulla fisica e sulla chimica. Non mancano però le storie di premi mai assegnati o conquistati da colleghi dell’altro sesso. Sei di queste storie sono raccontate dai pannelli esposti fino al 20 marzo al Museo di Palazzo Poggi. L’assessorato Scuola, formazione professionale, università, lavoro e pari opportunità della Regione Emilia Romagna ha promosso numerose iniziative di riflessione sulla condizione della donna e sul tema della discriminazione. La finalità è quella di richiamare l’attenzione su queste tematiche e individuare soluzioni in grado di eliminare ostacoli e pregiudizi alla realizzazione del principio delle pari opportunità. Tra le iniziative rientra appunto la mostra che è stata realizzata in collaborazione con l’Università di Bologna. L’esposizione dal titolo “Nobel negati alle donne di scienza” è curata da Lorenza Accusani e raccoglie opere di Marta Graziato e Valentina Gamba, dell’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, che raccontano la storia di sei scienziate che nonostante i contributi decisivi per il progresso scientifico non sono mai state insignite del premio Nobel. L’esposizione infatti ha un tema centrale: quello della penalizzazione delle donne nell’assegnazione del premio nei settori della chimica, della fisica e della medicina. Fino al mese di maggio, poi si terranno dei seminari organizzati dal “LABdi” Laboratorio forme della discriminazione, istituzioni e azioni positive, in collaborazione col Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia, per affrontare, da differenti punti di vista e in diversi contesti, il tema della discriminazione.
(Gil/Dpo)