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Caserta: dalla terra dei fuochi a quella dei fiori

it@withub.it by it@withub.it
26 Maggio 2017
in Archivio speciali - Mostre
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Dalla terra dei fuochi, disseminata di scorie tossiche e avvelenata dalla malavita, alla terra dei fiori, luogo in cui crescono gerbere e crisantemi, fiori che l’arte accoglie per farne espressione di rigenerazione, bellezza e spiritualità. “La terra dei fiori”, fino al 30 giugno, progetto del duo Sasha Vinci – Maria Grazia Galesi, racconta con foto, video e documentazione le storie di un luogo e la bellezza solitaria della Reggia di Caserta, che ha osservato nel tempo la violenta trasformazione del territorio campano. La mostra, ospitata nei saloni del piano nobile della Reggia, che la promuove in collaborazione con la galleria aA29 Project Room, è costituita da opere fotografiche di grandi dimensione, disegni, video e documentazione che raccontano “il percorso che ha portato il duo Vinci–Galesi ad interrogare, grazie all’impiego del fiore, le identità individuali ma anche i luoghi dimenticati segnati da abbandono, trascuratezza, degrado civile. A tutto questo – afferma il curatore Daniele Capra – si contrappone il rigoglioso germogliare della natura, elemento di meraviglia, espressione della volontaria ricerca di riscatto”. Le immagini di Vinci–Galesi sono visioni cariche di elementi contrastanti. In contesti dal valore simbolico, quali ad esempi una spiaggia in cui mare e terra si contendono la supremazia o in una cava abbandonata popolata di residui di pietre, i due artisti si mostrano interamente avvolti da un mantello floreale coloratissimo e che nasconde i tratti somatici. La loro figura diventa così quella di un spirito che dissemina colore e futuro nel grigio e nell’abbandono del presente.

MILANO: UOMINI, MACCHINE E DIGHE

Cento fotografie d’epoca e inedite per raccontare l’impegno, il sacrificio e le grandi imprese degli uomini idroelettrici nelle Valli dell’Ossola. “Uomini, macchine, dighe – Un secolo di lavoro degli uomini idroelettrici raccontato per immagini, disegni e oggetti d’epoca” è la mostra allestita da Enel e Politecnico di Milano che sarà aperta al pubblico da oggi al 18 giugno presso il Dipartimento Energia del Politecnico. La mostra, che si trasferisce a Milano dopo la prima tappa a Crodo (VB) nell’autunno 2016, si inserisce nell’ambito degli eventi organizzati in tutta Italia in occasione del primo Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso da Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e in programma fino al 7 giugno, con l’obiettivo di mobilitare l’Italia per centrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030. Vengono proposti fotogrammi che documentano la costruzione delle dighe e delle centrali durante il secolo scorso, scatti che raccontano il sacrificio e la grande professionalità di operai, tecnici ed ingegneri che, con i mezzi dell’epoca, sono riusciti a costruire opere ciclopiche. Uomini tanto temerari nell’affrontare la gravità quanto coraggiosi nel concepire ed edificare opere mai realizzate prima. Il percorso espositivo si apre con le immagini della costruzione delle dighe di Morasco e Agaro, si sviluppa su una selezione di foto che descrivono le diverse fasi del lavoro di costruzione e si conclude con una sorta di riassunto, che attraverso immagini ordinate dal 1949 al 1955, ripercorre la nascita della diga del Sabbione.

PIACENZA: GUERCINO DA RECORD

Guercino a Piacenza sta riscuotendo uno straordinario successo di pubblico. L’evento che celebra l’artista secentesco emiliano e che unisce in un unico percorso, tra sacro e profano, il Duomo e Palazzo Farnese, è stato finora visitato da 75.500 persone, con oltre 14.000 già prenotati per le prossime settimane. A tal proposito, per soddisfare le continue richieste di gruppi e singoli, gli organizzatori hanno deciso che proseguirà fino al 4 luglio  – festa di Sant’Antonino, patrono di Piacenza – la possibilità di salire all’interno della cupola della Cattedrale per godere da vicino lo straordinario ciclo di affreschi realizzato da Guercino tra il 1626 e il 1627. La visita è introdotta da una sala multimediale che permette al pubblico di leggere in modo innovativo il capolavoro del Guercino e di provare un’inedita esperienza immersiva attraverso particolari visori 3D. Rimane, invece, confermata per il 4 giugno la chiusura della mostra “Guercino tra sacro e profano”, nella Cappella ducale di Palazzo Farnese.

VENEZIA: “CONTROVERSIE” ALLA BASILICA DEI FRARI

Due mesi con Roberto Barni a Venezia, a quasi un trentennio dalla sua ultima presenza in Laguna. L’artista toscano fino al 3 luglio, in occasione della Biennale d’arte, propone il progetto “Controversie”, appositamente pensato per il Chiostro dei Fiorentini del Convento dei Frari nel complesso della celebre Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari, e costituito da quattro sculture monumentali in bronzo: Atto Muto, Capogiri d’oro, Camminare in croce, Doppia controversia. Roberto Barni torna ad esporre a Venezia dopo le Biennali del 1980, 1984 e 1988 in occasione della quale aveva presentato la prima versione di Atto Muto posizionata allora proprio all’ingresso del Padiglione Centrale ai Giardini, nella quale tre personaggi, in quel caso bendati, sorreggevano silenti un piano circolare. Il punto culminante di questo filone di ricerca è esposto in questa mostra e costituisce un ulteriore momento di riflessione sulla condizione servile in cui si trovano gli uomini. In Capogiri d’oro, ad esempio, tre pedoni sono capovolti in una gabbia semi-conica per rappresentare la “drammaticità del quotidiano”. In Camminare in croce quattro uomini, congiunti per i piedi, separati da uno spazio pari ad un angolo retto, percorrono direzioni opposte. 

MILANO: OMAGGIO A GILLES VILLENEUVE

Sono passati 35 anni dalla scomparsa (8 maggio 1982)  di Gilles Villeneuve, uno dei piloti più amati dal pubblico. Il tragico incidente sul circuito belga di Zolder, rimasto nell’immaginario collettivo di generazioni di appassionati, ha solo posto termine a una carriera breve ma intensa – la sua esperienza nel circus della Formula 1 è durata solo 5 anni, dal 1977 al 1982 -, ma una sequenza impressionante di corse spericolate, il coraggio così esposto, sempre, lo avevano già collocato nella leggenda della velocità. Fino al 16 luglio, allo Spazio Oberdan di Milano, la mostra “Wow, Gilles!” ripercorre la storia umana e sportiva di Gilles Villeneuve, attraverso oltre 170 fotografie di Ercole Colombo, reporter di sport tra i più apprezzati. La rassegna è arricchita da alcune immagini provenienti dal Museo Villeneuve di Berthierville in Canada e dal motore della Ferrari 126CK Turbo del 1981, oltre a una sezione con altri oggetti legati al mito di Villeneuve.

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