Roma, 8 giu – Internet va inteso come uno spazio pubblico, non un luogo a parte dove tutto è permesso. Lo sottolinea ancora una volta la presidente della Camera, Laura Boldrini, intervistata su “7” del Corriere della Sera. “Non possiamo lasciare che i violenti occupino questo spazio. Internet non è un Far West”, dove “i violenti cercano di imporre le regole. Altri usano la buona fede della gente, convinta che, siccome è tutto gratis, va tutto bene. Bisogna formare le persone a un uso consapevole della Rete. Per questo la Commissione internet istituita dopo la Carta dei Diritti – una sorta di ‘Costituzione della Rete’ – è uscita da Montecitorio e andrà nelle scuole”. La Boldrini racconta dell’incontro avuto con i vertici di Facebook, ai quali ha fatto notare “Che se loro non danno alle persone diffamate e insultate la possibilità di sapere chi le insulta, a quel punto decidono che la diffamazione nel nostro ordinamento non esiste più. E ci impediscono di esercitare un diritto”. “Facebook in Italia ha 30 milioni di utenti. E non c’è un ufficio operativo! Allora, di cosa parliamo?” Mark Zuckerberg dice che su Facebook non c’è posto per l’odio. “E a me fa piacere. Però lo dimostrasse. Facebook ha 2 miliardi di utenti. Quante persone ha assegnato a segnalare e a cancellare i messaggi di odio? Erano – mi pare – 4.000, adesso ne assumeranno altri 3.000. Ma possono bastare 7.000 persone su un’utenza di 2 miliardi? Lei capisce che queste sono le regole fondamentali. Se si è contro l’odio, lo si deve dimostrare con un investimento”. “Pensi a questo. In Italia abbiamo un reato: apologia del fascismo. Su Facebook ci sono centinaia di pagine apologetiche del fascismo. Ho scritto a Zuckerberg: non potete lasciare queste pagine aperte. La risposta blanda: abbiamo una international policy e, quando possiamo, prendiamo atto delle legislazioni nazionali. Ma nazismo e fascismo sono state due tragedie per l’umanità! Non si può, non si può rispondere in questo modo”. (PO / red)