Roma, 9 giu – “Nelle scorse settimane, in un carcere peruviano, è deceduto un cittadino italiano, G. B. di 68 anni. Aveva già scontato i due terzi della pena alla quale era stato condannato e pagato, secondo la normativa locale, la cauzione in denaro per la parte restante della detenzione. Aveva anche ottenuto dalla magistratura competente l’ordinanza di scarcerazione, necessaria per la sua liberazione e per l’espulsione dal Paese, già concordata”. Lo afferma in una nota Fabio Porta, deputato del Pd eletto in Sud America e Presidente del Comitato per gli italiani nel mondo della Camera, che spiega: “Il nostro connazionale, tuttavia, attraversava un cattivo stato di salute che lo aveva indotto a richiedere il ricovero in ospedale per avere cure tempestive ed adeguate. Egli aveva manifestato questa sua richiesta ad un funzionario di un Patronato, suo fiduciario, il quale a sua volta aveva provveduto ad avvertire tempestivamente il Consolato. I nostri funzionari consolari, in contatto con le autorità carcerarie, avrebbero da queste ricevuto l’assicurazione di un imminente ricovero del recluso. In realtà, a distanza di due giorni dalla comunicazione, il nostro connazionale è stato accompagnato semplicemente al centro di cura interno al carcere e dimesso dopo la somministrazione di una semplice iniezione”. (Red)