Roma, 26 mar – Emma Bonino si è detta contraria ad un possibile accorpamento del ministero del Commercio Internazionale col ministero degli Esteri, proposto da Luca Cordero di Montezemolo nel corso del convegno alla Luiss su “Italia internazionale: fare sistema per competere”: “Dalla mia personale e fortunata esperienza ritengo che non ci sia nulla di male nei governi leggeri se questi però fossero anche efficenti – ha detto la Bonino – “Ritengo che per proseguire il percorso avviato ci sia bisogno di un ministero che possa interloquire al pari di quelli dei Paesi stranieri. Anche se, naturalmente, sinergie e razionalizzazioni possono essere messe in campo”. “La rete dell’Ice – aggiunge la Bonino – è stata riorganizzata e se si vuole completare proseguire l’opera che vede l’export rappresentare il 25 % del Pil del Paese, si deve proseguire su questa strada”. Parla invece di revisione del Titolo V della Costituzione l’onorevole Urso che ritiene fondamentale “ridare allo Stato le competenze per l’internazionalizzazione del Paese”. “Se sarà necessario immaginare un accorpamento – aggiunge Urso – ritengo la strada più naturale quella che vedrebbe uniti il Commercio Internazionale con il Mae. Sulla possibile riorganizzazione dei ministeri anche Franco Frattini ricorda che “nel 2004 proposi all’allora ministro delle Attività Produttive Marzano, un accordo che vedeva camminare uniti il ministero da lui guidato e il Mae”. “Ovviamente – aggiunge Frattini – per una riforma del Mae occorre tempo e condivisione”. Per le regioni Frattini vede “un ruolo di attrazione degli investimenti”.
(SEGUE/Dpo)