Roma, 23 giu – Dalla Siria in guerra all’Inghilterra post Brexit, da Israele agli Stati Uniti, dal Libano alla Federazione Russa: un crogiuolo di culture, storie, tradizioni, religioni e delicati equilibri geo-politici riuniti sotto l’egida della conoscenza alla “Conferenza Internazionale dei Rettori delle Università”, summit fra i Rettori delle Università di oltre 50 nazioni che si tiene oggi nella sede dell’Ateneo “Tor Vergata” a Villa Mondragone. Obiettivo: lavorare ad un “Manifesto di Villa Mondragone”, un documento condiviso e a più mani incentrato sui temi dello sviluppo sostenibile, dell’innovazione sociale e del superamento di ogni disuguaglianza, per sancire l’inizio di un nuovo percorso e di un nuovo ruolo delle università. Un evento che si inserisce nell’ambito del XIV Simposio Internazionale dei Docenti Universitari dedicato alla “Terza missione delle università in Europa per lo sviluppo umano e globale”, organizzato dal Vicariato di Roma in occasione del 60esimo anniversario dei Trattati di Roma. I conflitti internazionali, le strategie del terrore, uno sviluppo dell’umanità certificato come “insostenibile”, il freno agli scambi generano un pericoloso immobilismo anche culturale in un mondo segnato dai conflitti e dalle disuguaglianze di ogni tipo. Oggi, si stimano 800 milioni di poveri (ben 4,6 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta solo in Italia), 795 milioni di persone soffrono la fame, 57 milioni di bambini sono esclusi dall’istruzione primaria e solo 10 Paesi possono definirsi in stato di pace. (Red)