Parma, 3 lug – Domenica 2 luglio a Bardi (Parma) sono state ricordate le vittime dell’affondamento della Arandora Star, la nave nella quale morirono 446 prigionieri italiani, tra i quali circa 100 erano emigrati originari dell’Appennino parmense. La bellissima nave venne silurata da un sottomarino nazista al largo delle coste della Scozia il 2 luglio 1940 e nella tragedia trovarono la morte molte persone che non avevano niente a che fare con il fascismo e con i giochi della politica e dei governi. Ogni anno a Bardi – si legge sul sito degli Emiliano romagnoli nel mondo – si svolge una cerimonia di commemorazione e quest’anno si è tenuta anche la presentazione del libro di Caterina Soffici, “Nessuno può fermarmi”, romanzo che ripercorre le vicende attraverso due livelli di lettura: la storia dei protagonisti è di fantasia, ma ogni riferimento a fatti e personaggi realmente esistiti è vera e ogni episodio qui raccontato è frutto di una attenta ricerca e ricostruzione storica. (PO / Gnk)