“Ci ha dato messaggi sottili e profondi. Sempre attuali. Tutti siamo un po’ Fantozzi e Fantozzi è un eterno e indistruttibile capro espiatorio”. A parlare è Marco De Simone, giornalista e scrittore salernitano autore del libro “Memorie dal sottoscala – Fantozzi ti amo” (Amarganta Editore). “Al personaggio di Fantozzi ho dedicato due tesi di laurea, la triennale conseguita a Salerno e la biennale conseguita a Napoli. Ho avuto l’onore di conoscere il Maestro prima telefonicamente nel 2005 (mi contattò per farmi l’ ‘in bocca al lupo’ per la mia prima tesi) e poi di persona nel 2013, quando mi ricevette a casa sua a Roma dove mi recai per intervistarlo proprio per scrivere il saggio” racconta oggi De Simone.
IL LIBRO L’autore spiega come è nato il testo: “‘Memorie dal sottoscala – Fantozzi ti amo’ è stato pubblicato da Amarganta di Rieti nel novembre del 2015: a 40 anni esatti dall’uscita cinematografica del primo ‘Fantozzi’. Devo ringraziare la mia famiglia, la curatrice editor Tina Galano e la casa editrice”. Nel saggio De Simone propone curiosità, riflessioni, spunti e approfondimenti indirizzati ad appassionati e non solo. Nella seconda parte del libro viene sviscerato un parallelismo sorprendente tra la produzione di Paolo Villaggio (su tutti Giandomenico Fracchia e appunto Ugo Fantozzi) e quella di Dostoevskij con il Fëdor delle Memorie dal sottosuolo e il signor Jacov Petrovic Goljadkin del romanzo Il Sosia: “Paolo Villaggio – spiega l’autore – non è solo Fantozzi, ma è chiaro che nell’immaginario collettivo si è impresso principalmente per il ragioniere. Credo che per molto tempo sia stato non sottovalutato ma sminuito. Forse anche chi non lo gradiva e non lo gradisce sapeva e sa, sotto sotto, che Paolo Villaggio è straordinario: un mega attore galattico, un autore clamoroso”.
L’ICONA Paolo Villaggio con il suo Fantozzi è entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo di intere generazioni di lettori/spettatori grazie soprattutto al talento istrionico del comico genovese: “Personalmente l’ho sempre adorato – continua lo scrittore – e ritenuto molto ‘oltre’ la visione comune che si ha della ‘grande maschera del cinema italiano’, ‘italiano medio’ ecc. Villaggio – conclude De Simone – con Fantozzi, ci ha lanciato messaggi sempre attuali”. Un personaggio che ha lasciato un segno e che sarà difficile dimenticare perché “tutti infondo siamo un po’ Fantozzi”. (Gil – 3 lug)