Roma, 5 lug – “All’aumento esponenziale dei flussi migratori non è corrisposta una convinta e risolutoria politica europea, che nel Mediterraneo ha responsabilità per il mantenimento della sicurezza, della pace e anche per favorirne lo sviluppo. Da ciò discende il grido d’allarme dell’Italia e della Grecia lasciate sole a gestire l’emergenza migranti nell’impossibilità di far fronte ad una vera forza d’urto per offrire ospitalità e futuro ai fuggiaschi”. Così in una nota Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, che aggiunge: “Sono queste le ragioni che spingono i due paesi, già provati da seri problemi economici che influiscono sulla quotidianità dei propri cittadini, a richiamare le istituzioni sopranazionali, in primis l’Unione europea ad assumere maggiori responsabilità e praticare finalmente quelle prerogative comunitarie che danno senso all’esistenza valoriale e di principio dell’Unione”. Il Mediterraneo “è sempre stato la culla della cultura e della libertà, luogo in cui si sono incontrate e incrociate persone, religioni e economie sia per i paesi rivieraschi, sia per chi l’ha attraversato per dirigersi ad oriente e occidente – ha ricordato Schiavone -. E’ stato anche palcoscenico di battaglie, di guerre e di confronti, ma si è affermato come bacino in cui è nata la democrazia e si è consolidata la pace. Negli ultimi lustri però è diventato un’ecatombe per chi, fuggendo da guerre, carestie e povertà, cerca di attraversarlo per ricostruirsi una vita. E questo è diventato argomento di contesa politica tra istituzioni e gruppi politici nazionali e internazionali. Da una parte atteggiamenti di chiusura ed intolleranza, presidi delle frontiere e innalzamenti di muri controllati da barriere umane militarizzate, dall’altra il senso umanitario della solidarietà sostenuto moralmente ed economicamente in particolare dai paesi più esposti: l’Italia e la Grecia”. (Red)