L’aula di Palazzo Madama ha approvato il Codice Antimafia. Il provvedimento è passato con 129 sì, 56 no e 30 astenuti e ora tornerà alla Camera per la terza lettura. A votare a favore sono stati Pd e Si-Sel. Ap ha lasciato libertà di voto, Il Movimento 5 stelle si è astenuto e Forza Italia ha votato contro, ad eccezione di Maurizio Gasparri che ha annunciato il non voto. Il provvedimento, che ha avuto un iter assai lungo e travagliato, sancisce – in modo più dettagliato rispetto alla normativa vigente – quali sono i destinatari a cui possono essere applicate le misure di prevenzione personali e di natura patrimoniale, sia per quanto concerne chi è indiziato di favorire la latitanza prestando assistenza agli associati a delinquere, sia chi è indiziato di associazione a delinquere per compiere alcuni gravi delitti contro la pubblica amministrazione, tra cui peculato, corruzione propria e impropria, corruzione in atti giudiziari, concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. Si velocizza il procedimento di applicazione e si introduce la distrettualizzazione delle misure di prevenzione prevedendo sezioni o collegi distrettuali specializzati. l procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo è inoltre inserito tra i soggetti titolari del potere di proposta delle misure di prevenzione. Viene agevolato e semplificato il sequestro e la confisca per equivalente, mentre la confisca allargata diventa obbligatoria anche per alcuni ecoreati e per l’autoriciclaggio. Contestualmente, viene introdotto il nuovo istituto del controllo giudiziario delle aziende quando sussiste il pericolo concreto di infiltrazioni mafiose. (Fas – 6 lug)