Fino al 29 luglio la galleria Giovanni Bonelli di Milano ospita la mostra “Idioti” a cura di Francesco Lauretta che presenta le opere di quattro artisti – Maurizio Cannavacciuolo, Fulvio Di Piazza, Marco Pace e lo stesso Francesco Lauretta – per un percorso di una ventina di opere che si articola come un racconto per creare “un’opera totale” che possa esser vista ma anche ascoltata e apprezzata in momenti successivi (dei cd messi in appositi totem, ad esempio, renderanno concreti i riferimenti musicali dei vari artisti). In merito al titolo della mostra il curatore-artista ricorda che “per Deleuze essere un ‘idiota’ significa semplicemente non sapere quello che tutti sanno o quanto meno non darlo per scontato (…) L’idiota, che non da’ nulla per scontato, è forse una delle persone più rivoluzionarie di sempre”.
MILANO: ARTE CONTEMPORANEA IN “LOVE”
Un tema universale, l’Amore, visto da grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale. Reduce dal grande successo di Roma, la mostra “Love” approda, fino al 23 luglio, al Museo della Permanente di Milano: 39 opere compongono uno straordinario racconto sull’amore.Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Quinn, Francesco Clemente, Joana Vasconcelos e molti altri sono gli artisti chiamati a raccolta da Danilo Eccher per raccontarci l’amore dal loro punto di vista, tracciando un percorso artistico fortemente emotivo.Tra le opere iconiche, Love di Robert Indiana – un quadrato di lettere che dagli anni ‘60 risiede nell’immaginario collettivo di tutti; Smoker #3 (3-D) di Tom Wesselmann, l’intramontabile One Multicoloured Marilyn (Reversal Series) di Andy Warhol e il pulsante Coração Independente Vermelho #3 (PA) di Joana Vasconcelos.Un’opera nell’opera: i visitatori sono invitati a lasciare la propria testimonianza all’interno del percorso espositivo, creando un’opera d’arte nuova, che crescerà giorno dopo giorno insieme alla mostra.
REGGIO EMILIA: IL BOSCO SINTETICO DI KINTERA
“Postnaturalia” è una complessa installazione scultorea realizzata da Kristof Kintera per la Collezione Maramotti di Reggio Emilia, dove è esposta fino al 30 luglio. Nella cosiddetta “età del rame”, basata sulla trasmissione di energia e informazioni, la natura è paragonata da Kintera a un enorme sistema nervoso. Immagini, fotografie, appunti e disegni alle pareti, materiali di scarto, elettrici ed elettronici, alambicchi, lampade, sostanze chimiche sono tutti strumenti e oggetti del mestiere che divengono per l’artista elementi generativi di una nuova bellezza naturale. Prendendo a modello l’attitudine antica dello scienziato e i suoi prototipi (modellini ed erbari conservati in teche nel laboratorio) nuovi tipi di piante vengono coltivate, classificate e seminate in un ampio sistema nervoso para-vegetale che trova spazio in una seconda sala della Collezione. Anche la luce, che ne favorisce la crescita, viene pilotata artificialmente nello spazio. Nell’ingresso principale, fra l’atelier e il bosco sintetico, si innalza un’imponente scultura di oltre tre metri, Electrons Seeking Spirit; l’opera, realizzata con cablature di fili che ne costituiscono lo scheletro portante, termina con una testa animale. Uscendo in giardino, sotto piante vere, le opere Praying Woods sono ritualmente protese verso il cielo o prostrate verso la terra. La loro struttura fa parte della “natura naturale”: raccolte dall’artista nei boschi del suo Paese, sono state immerse e congelate in un bagno d’argento.
FIRENZE: IL TEMPO SECONDO MANFREDI BENINATI
Una poetica che indaga memorie, passaggio del tempo ed emozioni come sedimentazione in divenire. La pittura, per Manfredi Beninati; in collezione permanente – tra gli altri – al MAXXI di Roma, Logan negli Stati Uniti e Lodevans in Gran Bretagna e presentata, solo per citare alcuni episodi, alla Biennale di Venezia del 2005 (Premio del Pubblico per il Padiglione Italiano) e del 2009, Hammer Museum di Los Angeles nel 2011, rappresenta il mezzo di elezione della propria poetica quale esito, di frequente, di istallazioni ambientali esposte in occasione delle più importanti biennali come Venezia, Liverpool e Shangai. All’artista palermitano è dedicata la mostra “Paintings”, espressamente pensata per gli spazi della Galleria Poggiali di Firenze dove è esposta fino al 29 luglio. Presentati una quindicina di olii su tela ed un gruppo di disegni su carta dedicati al tema della memoria e del trascorrere del tempo.
FIRENZE: AGLI UFFIZI TESORI SALVATI DAL TERREMOTO
Verranno utilizzati per la ricostruzione dei monumenti colpiti dal sisma i proventi della mostra “Facciamo presto! Marche 2016 – 2017: tesori salvati, tesori da salvare” che si tiene fino al 30 luglio nell’Aula Magliabechiana alle Gallerie agli Uffizi di Firenze. L’esposizione presenta una selezione di capolavori provenienti dai paesi e dalle cittadine delle Marche, in particolare dalle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata colpite dal terribile terremoto che ha semidistrutto o reso inagibili le chiese, i palazzi e i musei dove erano custoditi, spesso fin dalla loro origine. Occasione eccezionale per far conoscere i tesori di questi territori dell’entroterra marchigiano meridionale, l’iniziativa intende costituire un omaggio alle Marche da parte delle Gallerie degli Uffizi, che, grazie all’eredità di Vittoria della Rovere, mantengono un forte legame storico con le collezioni artistiche marchigiane e in particolare urbinati. La scelta delle opere esposte si prefigge anche l’intento di ripercorrere sinteticamente un ideale percorso nella storia dell’arte di questi territori a partire dal Medioevo e fino al XVIII secolo. Sono promotori della mostra, insieme alle Gallerie degli Uffizi, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e il Segretariato Regionale Mibact per le Marche.
ROMA: DAI CRIVELLI A RUBENS
Prorogata fino al 23 luglio, grazie al grande successo di pubblico, la mostra “Dai Crivelli a Rubens – Tesori d’arte da Fermo e dal suo territorio”, a Roma, al Complesso monumentale di San Salvatore in Lauro. Una piccola mostra di grandi tesori d’arte mette in evidenza lo straordinario patrimonio artistico della città di Fermo e del suo territorio affinché ritorni al più presto alla fruizione nei siti d’origine e ha contribuito fortemente a sensibilizzare l’interesse verso le zone del territorio marchigiano gravemente colpito dal terremoto. Esposte tre grandi pale che rappresentano l’Adorazione dei pastori, quella di Pieter Paul Rubens dipinta per la chiesa di San Filippo a Fermo e quelle di Pietro da Cortona per la chiesa romana di San Salvatore in Lauro e di Giovan Battista Gaulli, detto il Baciccio, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria del Carmine a Fermo. Un confronto eccezionale, che mostra come nel Seicento giunga anche in questa lontana provincia una cultura figurativa di respiro europeo. E’ anche possibile ammirare una straordinaria raccolta di pale e polittici rinascimentali.