Roma, 31 mar – Il segretario ha spiegato poi il nuovo ruolo che la Farnesina ha intenzione di affidare alla rete delle ambasciate: “Vogliamo che siano una rete globale al servizio del Paese, gestita dal ministero, non un onere per il Paese”. Compito, spiega, che passerà anche per l’utilizzo di tecnologie più aggiornate: “Abbiamo già avviato la rimodulazione progressiva di sedici sedi. Molte funzioni potranno essere informatizzate. Dall’anno prossimo per diverse operazioni ci sarà il consolato digitale. Poi abbiamo in programma di aprire alcune nuove sedi: le ambasciate in Kosovo e Moldova, consolati in Cina, Russia e India. È poi argomento di dibattito anche tra le imprese l’accorpamento tra il ministero del commercio estero e la Farnesina. Si tratta di una scelta politica. Per quel che ci riguarda siamo pronti. C’è già da oggi un lavoro coordinato con le associazioni di categoria e bancarie – aggiunge – per promuovere le missioni all’estero in modo sempre più sistematico e integrato”. Per quanto riguarda gli ambasciatori il segretario generale della Farnesina ha spiegato che “entro la fine del 2009, daremo anche ampia indipendenza e responsabilità economica. Ci apriremo alla cultura del management: poiché il bilancio pubblico non ci permetterà probabilmente di incrementare le risorse, i nostri ambasciatori e consoli dovranno gestire con flessibilità le attuali risorse e potranno aprire, al pari dei loro colleghi stranieri, le ambasciate a collaborazioni pubblico-privato, ricorrendo a sponsorizzazioni per manutenzione e attività promozionali, culturali. Sarà una collaborazione virtuosa sotto l’occhio vigile del ministero del Tesoro e della Corte dei conti”.
(Cep/Sis)
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