Roma, 31 mar – Il ministero degli Esteri “sarà molto diverso da come è stato negli ultimi sessant’anni”. L’annuncio è stato fatto dal segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo in un intervista pubblicata questa mattina dal “Corriere della Sera”. “Da tempo i diplomatici non sono più gente da cocktail, questo si sa, e ora ci stiamo aprendo al sistema Paese – spiega Massolo – Ma da qui a trasformare gli ambasciatori in manager del sistema Italia o a convincerli ad essere valutati sui rendimenti delle loro sedi ce ne passa. Il primo passo, comunque è stato quello di puntare sul pensiero creativo”. “Abbiamo anche posto le premesse per migliorare l’operatività quotidiana del ministero istituendo un vicesegretario generale incaricato di coordinare la posizione dell’Italia sulle questioni più rilevanti della politica internazionale: sarà nominato dal prossimo governo. Per quanto riguarda invece il lungo periodo il ministro D’Alema ha dato l’impulso per creare un gruppo di riflessione strategica composto da esponenti delle amministrazioni statali e da esperti indipendenti”. Massolo illustra la proiezione di medio termine che la Farnesina si è data pubblicando il recente rapporto 2020: “Io mi auguro che il tavolo diventi permanente, che il metodo non vada perso: è riduttivo vedere lo svolgersi delle relazioni internazionali, per quanto riguarda le opzioni di lungo periodo che riguardano essenzialmente la sicurezza del Paese, in relazione al mutare dei governi. Il rapporto 2020 è un documento in evoluzione e il suo contributo va oltre gli schieramenti”. Da cui, fatte le dovute differenze tra una parte politica e l’altra, la necessità per il nostro Paese di fissare alcuni “paletti” per una politica estera bipartisan: “Le sfide planetarie presuppongono un quadro di riferimento comune”. (SEGUE)