Roma, 11 lug – “In una discussione serena e seria sui migranti è possibile anche dire ’aiutiamoli a casa loro’, ma per giustificare una simile affermazione certamente non possono bastare gli slogan. Altrimenti si rischia di dare l’impressione di rincorrere gli altri e di fare come Salvini e Grillo. Se su un tema così attuale e dirompente apriamo invece una vera discussione, con la problematicità che richiede e con l’intento di individuare proposte e soluzioni, a conclusione del confronto possiamo poi anche individuare nuove parole d’ordine. Ma partire dagli slogan, lo ripeto, credo sia un errore. E se fossi costretto ad usarne uno allora direi, prima di tutto, ‘integrazione’”. Lo sottolinea in una nota il deputato del Pd eletto all’estero Marco Fedi che aggiunge: “L’intera questione, infatti, ha implicazioni di grande rilievo quali la cooperazione allo sviluppo, l’impegno contro la povertà, il contrasto alla desertificazione, la lotta alla fame, le scelte mondiali per la sicurezza, la stabilità democratica, i ritmi di sviluppo, la salute. In questo senso è evidente che l’’aiutarli a casa loro’ è connesso con ’affinché sempre di meno siano costretti a partire’, collocandosi in una prospettiva positiva”. (red)