Roma, 1 apr – “L’associazionismo degli italiani all’estero rappresenta una ricchezza e un patrimonio per l’Italia”, sostiene la Fai, che invita per questo a sostenere, anche sul piano legislativo il diritto dell’associazionismo in termini di benefici e agevolazioni: “La proposta di legge, già giacente in Parlamento, sul riconoscimento nell’ambito della Legge 383/2000 dell’associazionismo nazionale, di promozione sociale che opera all’estero, è uno dei provvedimenti più significativi da sostenere”. Sul piano del lavoro, le Acli chiedono per le comunità italiane “opportunità di formazione continua adeguate alle necessità formative delle nazioni di accoglienza, interventi di qualificazione, riqualificazione e aggiornamento delle conoscenze e delle competenze, con un occhio di particolare attenzione verso i giovani e la loro integrazione scolastica e professionale nei Paesi in cui vivono”. “I nostri connazionali all’estero – dice il presidente delle Acli e della Fai Andrea Olivero – sono una risorsa eccezionale, finora poco utilizzata perché non compresa – per la promozione della qualità italiana, del made in Italy”. Nella competizione internazionale dei mercati e dei prodotti, “l’Italia ha la carta in più rappresentata dal network di presenza italiana nel mondo”.
(SEGUE)