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Roma, torna a Castel Sant’Angelo ‘Letture d’estate’

it@withub.it by it@withub.it
28 Luglio 2017
in Archivio speciali - Libri, Pubblicazione
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Organizzata dalla Federazione Italiana Invito alla Lettura, la manifestazione Letture d’Estate… promuove i libri e la lettura, rappresentando una delle iniziative estive più longeve e amate a Roma. L’edizione 2017 di Letture d’Estate… vedrà la partecipazione di sette librerie romane: Altroquando, AsSaggi, A Tutto Libro, Git Mondadori Bookstore,   I Trapezisti, Libri a Mollo e Ottimo Massimo (la furgolibreria per bambini), ognuna con la propria isola, che mira a creare un’immensa libreria a cielo aperto nei Giardini di Castel Sant’Angelo). Sarà così possibile trovare un assortimento che andrà dai libri per bambini ai testi in inglese, dai saggi scientifici agli ultimi romanzi usciti. Sarà disponibile persino l’intero catalogo Adelphi, presso lo spazio della libreria Altroquando. L’edizione 2017, su idea del Direttore Artistico Lucio Villani, sarà un appuntamento che non farà rumore, ma che parlerà al cuore dei romani avendo come tema principale la narrazione. Si susseguiranno, così, presentazioni di libri e confronti con gli autori, con un programma a cura di Margherita Schirmacher, nei due spazi, denominati: Luogo della Volpe e Luogo del Saggio, entrambi ubicati lungo il Viale Fratel Porfirio Ciprari.  Una serie di oltre 50 eventi che ricreeranno un panorama il più possibile rappresentativo del libro italiano proprio a partire dalle diverse caratteristiche delle sette librerie romane, con occhi molto attenti alla piccola editoria di qualità. Letture d’Estate… da 30 anni ha la volontà di stuzzicare l’interesse sia dei lettori accaniti che di quelli occasionali; dunque la scelta degli eventi non poteva che essere il più possibile “orizzontale” per soddisfare i diversi gusti.

 

 

IL FILO DI FARINELLA CHE UNISCE SVIZZERA, IRLANDA E SICILIA

Il 31 luglio uscirà l’ultimo libro del corrispondente dall’Irlanda del “Progetto Sicilia nel Mondo”, Enzo Farinella, dai titoli, rispettivamente in inglese e in tedesco: “On the Summits of the Highest Love – Irish Monks in Europe and Switzerland” e “Auf den Gipfeln der höchsten Liebe – Irische Mönche in Europa und in der Schweiz”, con introduzione del vescovo di S. Gallo, Markus Büchel. Il libro so rivolge a quanti amano la storia e per quanti vogliono contribuire a costruire la “casa comune europea”. Enzo Farinella, professore universitario, apprezzato giornalista e scrittore lo definisce “il progetto politico più affascinante, più coraggioso e più interessante di questi ultimi secoli”. S. Gallo del VII secolo, anche se oggi discusso da alcuni agiografi, è un punto di riferimento importante per la nostra storia, insieme a S. Colombano di Bobbio “il Santo Protettore di quanti lavorano per un’Europa Unita” (Robert Schuman). I monaci irlandesi hanno riportato cultura e valori in un’Europa decadente dopo la caduta dell’Impero Romano. A loro si deve, tra tanti altri contributi, l’organizzazione scolastica nel tardo Medioevo non solo in Italia, ma anche in tutta l’Europa centrale, Svizzera inclusa. Il centro monastico di S. Gallo è stato per secoli uno dei più prestigiosi centri di civiltà del mondo intero.

TUTTO IL MALE DI MATTEO FERRARIO

C’è un momento all’imbrunire in cui tutti i rumori della giornata si attutiscono e cala un silenzio perfetto. È il momento in cui sul prato scende l’oscurità e si accendono le mille luci delle lucciole. Come ogni sera, Viola, una bambina di quasi sei anni, attende quel momento abbracciata a suo padre Andrea sotto la veranda della loro casa. Aspetta le lucciole, ma non solo. Aspetta il ritorno della persona più importante della sua vita: sua madre Barbara. Aspetta invano, ma questo solo Andrea lo sa. Andrea ha quarant’anni ed è un uomo normale, con una vita normale. Fa il bibliotecario e, da quando la sua compagna Barbara non c’è più, cresce da solo sua figlia, come un adulto responsabile può e deve fare. Ma Andrea non è soltanto un uomo normale e un padre premuroso. È anche un assassino. Barbara e Andrea si erano conosciuti a un esclusivo party milanese e da quel momento erano diventati inseparabili. Barbara, una tatuatrice dalla bellezza androgina, dura e sfuggente, si era illusa di trovare in lui l’unica persona al mondo che potesse salvarla. Ma salvarla da cosa? E perché la donna è sparita poco dopo la nascita di Viola? Andrea è l’unico a conoscere la verità. Una verità oscura e inconfessabile, nascosta in una fitta boscaglia di silenzio, omertà e dolore. Andrea ha ucciso, ma non è pentito. Perché si può uccidere per odio. Ma, a volte, si può anche uccidere per amore. Questa è una storia che parla del nostro lato buio. È la storia struggente di un padre, di una figlia e di un amore che porta alle estreme conseguenze. È una storia che scuote le coscienze, e non in senso figurato. “Dammi tutto il tuo male” è un romanzo sulle nostre paure più inconfessabili. Sulla labilità del confine tra il bene e il male. E la voce di Matteo Ferrario, chirurgica e affilata, ha la forza di metterci di fronte all’evidenza che tutti noi siamo capaci di superarlo.

 

COZZOLI CI PORTA TRA SVILUPPO E INNOVAZIONE

In Italia, in questi ultimi anni, si è realizzata una svolta importante, non adeguatamente percepita dall’opinione pubblica. Nell’ultimo periodo parlare di Industria 4.0 è diventato un must, sembra quasi uno slogan da spendere al di là della congruità dei contenuti portati avanti. La realtà è diversa, e l’impressione di enfasi nasce per il fatto che molti ritwittano l’imperativo senza averlo approfondito e neppure ben capito. La realtà è che, malgrado molti non mostrino di essersene resi conto, in Italia, in questi ultimi anni, si è tornato e promuovere politiche di sviluppo. A raccontare questo nuovo corso è Vito Cozzoli, capo di Gabinetto del ministero dello Sviluppo economico dal febbraio 2014 al maggio 2016, nel suo nuovo libro “Sviluppo e Innovazione. Idee esperienze e policy per la competitività del Paese” (edito da Jovene Editore). Il testo è una raccolta, sapientemente selezionata, dei suoi interventi nel periodo in cui era capo di Gabinetto e   costituisce, al riguardo, una interessantissima testimonianza. Cozzoli è stato uno dei protagonisti di un nuovo corso della politica italiana, in cui si è finito di navigare a vista, come per troppo tempo s’era fatto nel passato, e si sono poste le basi per una ripresa dei livelli di competitività del sistema Paese. Il punto di osservatorio di Cozzoli è il campo d’azione in cui ha potuto profondere impegno e mettere a frutto la sua cultura polivalente (anche se fondata sulle solidissime basi giuridiche di Avvocato Cassazionista, già Capo dell’Avvocatura della Camera). Cozzoli è stato osservatore privilegiato e al contempo un protagonista di quel ministero dello Sviluppo economico che, per propria finalità, era chiamato a innestare la marcia della ripartenza. Dalla coinvolgente lettura degli interventi dell’ex capo di Gabinetto si ricava come l’impegno per la trasformazione radicale dell’industria, all’insegna dell’integrazione digitale dei processi produttivi, sia maturato attraverso un percorso costante e di estrema attenzione all’evoluzione tecnologica in atto.

 

UN ROMANZO FA RIVIVERE IL MITO DELL’ANDREA DORIA

 Arriva un romanzo che riabilita la figura del comandante Piero Calamai e rinnova la leggenda del transatlantico che fu autentico orgoglio della Marina mercantile italiana. Un viaggio ideale, reso possibile dal libro “Clandestino sull’oceano. Andrea Doria, otto giorni di navigazione prima del disastro”, dello scrittore Claudio Cantore. Il romanzo intreccia la storia e le avventure a lieto fine di un giovane apprendista pasticcere, salito a bordo dell’Andrea Doria come clandestino, con gli ultimi giorni di navigazione prima dello speronamento che decretò l’affondamento della nave. “L’Andrea Doria era il simbolo della rinascita di un’Italia uscita sconfitta e distrutta da una Guerra mondiale”, afferma Cantore. “Lei era la “nave dei sogni” e solo uno sperone rinforzato di una rompighiaccio, colpendola sul fianco, poteva spezzare questo sogno, tramutandolo in leggenda”. Il racconto, nel precisare le responsabilità del disastro, attribuito all’errata e fatale interpretazione della scala della distanza del radar a bordo dello Stockholm, l’altra nave coinvolta nell’incidente, getta una luce nuova sulla figura del comandante Piero Calamai. Costui venne infatti colpevolizzato sul momento dalle circostanze di comodo della compagnia assicurativa, mentre i suoi uomini e i fatti, così come si sono svolti, lo hanno riabilitato evidenziandone il coraggio e la correttezza delle scelte.

 

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