Trento, 7 apr – La richiesta della Cantina di Cremisan (e del VIS che ha attivato un progetto) è di formare presso la scuola dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige un paio di persone per poter in prospettiva sostituire l’attuale responsabile. L’Istituto agrario sta per altro valutando la possibilità di inviare a Betlemme un proprio tecnico per analizzare meglio la situazione e accompagnare la fase di rilancio della cantina: un’analisi più complessiva della situazione della cantina dal punto di vista tecnico e organizzativo, finalizzata ad evidenziare le debolezze, le potenzialità e i bisogni, potrà così aprire la strada alla progettazione dei successivi interventi di formazione, assistenza tecnica o di altro tipo. La Cantina di Cremisan costituisce un importante punto di riferimento dell’economia della zona perché, anche nei momenti più duri, ha dato lavoro a circa 45 famiglie di palestinesi. Ora – questa la convinzione e l’intento dei promotori del progetto – si potrebbe rilanciare la sfida volta a proseguire la produzione di uva da vino, come avviene da millenni, confidando anche in un miglioramento della situazione politica che potrebbe riaprire la “Terra Santa” ai pellegrini di tutto il mondo.
(Sis)