Mantova, 8 apr – Un lavoro prezioso messo a disposizione delle comunità lombarde all’estero: il Cemla è stato in grado infatti di dare una visione quanto più possibile precisa degli aspetti quantitativi del flusso di immigrazione proveniente dalla Lombardia, dei luoghi d’origine dei Lombardi in Argentina, ed altri dati come il cognome, nome, età, sesso, stato civile, nazionalità, occupazione, religione, istruzione, dati della nave: nome, bandiera, porti di imbarco, data d’arrivo, nome del capitano e del medico di bordo. Il “corpus documentale” erano le liste di passeggeri e immigranti conservate dalla “Direccion Nacional de Migraciones della Repubblica Argentina”, digitalizzati dal Centro de Estudios Migratorios Latinoamericanos. Dal 1923 infatti le autorità migratorie argentine cominciarono a interessarsi alla specifica provenienza degli immigranti, non solo quindi alla mera indicazione della nazionalità. Si iniziò così a richiedere informazioni sulla “provincia o comune di nascita” in modo tale che da esse si potessero trarre notizie più o meno dettagliate sull’origine degli immigranti.
(SEGUE)