Roma, 24 ago – “Negli ultimi anni, e soprattutto negli ultimi mesi, abbiamo messo al centro della nostra azione la questione delle grandi periferie urbane, soprattutto quelle dove c’è un’altissima presenza di alunni di origine straniera, considerati più a rischio da questo punto di vista. Penso a città come Palermo, Genova, Roma e Milano. Stiamo cercando di investire in questi luoghi che sono focolai di possibili situazioni a rischio”. Lo dice Vinicio Ongini, esperto del ministero dell’Istruzione, parlando a Repubblica delle azioni del governo contro la radicalizzazioni islamista in Italia. “Solo per fare un esempio, la scorsa estate è partito un progetto per tenere aperte alcune scuole nei mesi estivi. Parliamo delle periferie delle grandi città con le percentuali di abbandono scolastico più alte. Lo scopo è togliere dalla strada o dai luoghi a rischio i ragazzini le cui famiglie non possono permettersi di mandarli ai centri estivi o in luoghi simili. L’obiettivo è chiaro: combattere la delinquenza e il radicalismo”.