Roma, 29 ago – “Mi sembra un’orgia di degrado percepibile in ogni aspetto di Roma. Sono ormai un vecchio romano, a novembre compirò 80 anni ma non ho mai visto la Capitale ridotta così. La mancanza d’acqua la notte mi sembra un atto epocale. A mia memoria, non è mai accaduto nulla di simile”. Così al Corriere il professor Andrea Carandini, archeologo, storico della città, il quale da vecchio romano commenta le recenti notizie su Roma a partire dall’imminente razionamento dell’acqua. “La vicenda – dice – mi riguarderà personalmente. Io abito in un palazzo sul Quirinale, quindi in alto. Presto dovremo affrontare lavori per realizzare serbatoi in basso con un sistema di pompe che poi dirigeranno l’acqua verso i vecchi contenitori in alto, che sono sempre stati pieni. Una cosa del genere non è mai avvenuta. È pazzesca. Come dice Pindaro, l’acqua è l’elemento principale, il più prezioso per la vita”. “Basta girare per il centro storico per constatare un abbandono completo. . . Per esempio l’invasione dei negozietti che vendono tutto, dai souvenir ai panini”. “E poi vedo le sterminate file davanti al Colosseo, come non avviene davanti a nessun altro monumento del mondo, segno dell’assenza di una decente politica del turismo. E i bivacchi a Fontana di Trevi, un miracolo architettonico”. In una battuta: “Un’atmosfera degna della caduta dell’Impero romano”.
(red)