Boom degli occupati a luglio. Il loro numero ha superato il livello di 23 milioni di unità, soglia oltrepassata solo nel 2008, prima dell’inizio della lunga crisi. L’Istat stima che il numero degli occupati è cresciuto dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila), confermando la persistenza della fase di espansione occupazionale. Il tasso di occupazione sale al 58% (+0,1 punti percentuali) e aumentano sia i lavoratori dipendenti sia gli indipendenti. Il dato però si accompagna all’aumento del tasso di disoccupazione all’11,3% (+0,2 punti percentuali) mentre quello giovanile si attesta al 35,5% (+0,3 punti). La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni ed è interamente dovuta alla componente maschile, mentre per le donne, dopo l’incremento del mese precedente, si registra un calo.
“SUCCESSO DEL JOBS ACT” – I dati fanno esultare il governo: “Gli italiani occupati superano 23 milioni, un record. Ancora molto da fare contro disoccupazione ma effetti positivi da jobs act e ripresa”, twitta il premier Paolo Gentiloni. “I dati ISTAT usciti oggi saranno commentati dai politici nel modo più diverso. Ma i numeri sono semplici e chiari e sui numeri non si discute – scrive su Facebook il segretario del Partito democratico Matteo Renzi -. Gli italiani che lavorano sono più di 23milioni, risultato che non toccavamo dal 2008, inizio della crisi”. Secondo Renzi il merito è del JobsAct: “Il dato più interessante è che da febbraio 2014, inizio dei #MilleGiorni, a oggi sono stati creati 918mila posti di lavoro, di cui 565mila a tempo indeterminato (61%). Questo significa che il milione di posti di lavoro è a portata di mano. Solo che per creare un milione di posti di lavoro è stato necessario il JobsAct, non uno slogan in campagna elettorale”. Gli fa ecco il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti (“Un altro passo nella giusta direzione, che ci avvicina ai livelli pre-crisi) e la ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia (“Da crisi e austerità a crescita e riforme nei #millegiorni. Oggi l’Istat certifica gli effetti positivi sui posti di lavoro”).
OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO – Non è dello stesso avviso l’opposizione: “La disoccupazione sale all’11,3% e il Pd sui social festeggia! Non stanno bene…” commenta Michele Dell’Orco, del Movimento 5 Stelle secondo cui “è aumentato il precariato; dal 2014 al 2017 è aumentata sensibilmente la variazione dei contratti a tempo determinato, cresciuti del 22%. Questa è la realtà, il resto è propaganda”. Secondo Daniela Santanchè di Forza Italia, i giovani dei dati dell’Istat non se ne fanno “nulla perché molti di loro sono senza lavoro, anche se da come parla il Pd l’Italia sembra essere diventato il paradiso degli occupati. Serve una drastica riduzione del costo del lavoro, solo così si può risolvere il dramma della disoccupazione”. All’attacco anche Renata Polverini, deputata di Forza Italia, che torna sul dato femminile: “La carenza di lavoro femminile si traduce nello sviluppo di alcune strategie difensive che minano la sfera del sociale: ad esempio la scarsa natalità, con conseguenze negative sull’assetto demografico del Paese o la permanenza a volte coatta all’interno del nucleo familiare di origine”. (PO / Sip – 31 ago)
