Roma, 10 apr – Al massimo con il proprio animale da compagnia (6%), anzi, tassativamente con la propria famiglia, sia questa composta dal marito o dalla moglie, dal compagno o dalla compagna, dai figli, dai genitori, dai fratelli (56%). La famiglia è l’oasi di pace e di serenità, il porto sicuro in cui rifugiarsi dopo una giornata massacrante. Mai abbandonarla, dunque. Anzi, l’imperativo categorico è darle una vita migliore. Quali le scelte? Come moderni Louis Stevenson, gli intervistati sognano per la propria fuga i luoghi raccontati o dipinti dagli artisti come nuovi Eden in cui abbandonare gli affanni quotidiani. Come Thaiti (15%), l’isola che ha incantato il cuore del pittore francese Paul Gaugin, la Giamaica (13%), per i chiari richiami a Bob Marley e al suo stile di vita fuori dagli schemi, le isole Aran (4%) in Irlanda, protagoniste di un memorabile film di John Ford, le Hawaii (10%), dove Stevenson appunto scrisse due romanzi, e Funen (2%), in Danimarca, luogo natio del re per antonomasia dei libri di favole, Hans Christian Andersen. Naturalmente, non possono mancare le mete esotiche più classiche quali i Caraibi (14%), le Maldive (12%), il Brasile (10%), Capo Verde (4%), l’Australia (6%), la Thailandia (5%) e l’“algida” e magica Islanda (3%). Il lavoro sognato? Gli italiani si confermano un popolo di poeti: il 25% vorrebbe fare lo scrittore per poter celebrare la magia della vita che si dispiega ogni giorno davanti ai propri occhi. Più classicamente, il 21% sceglie la ristorazione, campo in cui il nostro popolo eccelle, seguito dal bagnino (16%), per stare sempre in contatto con il sole, il mare, le bellezze, e dall’albergatore (15%), anche a capo di un semplice B&B, per guadagnare il giusto necessario per una vita dignitosa. Un buon 14% sogna di diventare esploratore.