New York, 22 set – Le donne, con i bambini, sono le prime vittime delle crisi nei
Paesi di origine: vittime di fame, di persecuzioni e di violenze che le costringono ad
affrontare il viaggio drammatico attraverso il Mediterraneo. Per questo hanno diritto
ad avere un ruolo attivo e ad essere destinatarie di politiche mirate. È quanto emerso
dalla Conferenza svoltasi a New York durante il side event alle Nazione Unite dal
titolo Empowering refugees and migrant women in the integration process. L’evento è
stato organizzato dal Women Political leaders Global Forum, del quale la Vice
Presidente del Senato, Linda Lanzillotta è Ambassador per l’Italia e membro
dell’Executive Board, in collaborazione con la Rappresentanza italiana permanente
presso l’Onu.
“Ma non si tratta solo di un diritto – ha spiegato Linda Lanzillotta – la
valorizzazione del punto di vista delle donne e delle politiche per le donne è una
assoluta priorità per garantire il rispetto dei diritti umani nei Paesi africani e
affinché le donne, in quanto portatrici di valori e di sentimenti di tolleranza, di
inclusione e di protezione familiare, siano protagoniste dei processi di integrazione.
Le donne devono partecipare alla definizione delle politiche sui temi che le
riguardano così da vicino, concorrere con le loro esperienze e con le proprie
proposte”.
Durante la Conferenza alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Filippo Grandi,
Alto Commissario ONU per i Rifugiati, e la Presidente della Repubblica di Malta Marie
Louise Coleiro Preca, si è messo in luce il ruolo dell’Italia quale la frontiera
europea sulle rotte provenienti dalla Libia e dalla Tunisia. Si è ricordato in
particolare come “negli ultimi cinque anni sono stati salvati circa 650.000 migranti,
di cui circa il 15% donne e il 10% minori in gran parte non accompagnati”. (PO /
SEGUE)