Roma, 11 ott – Partendo da questa ipotesi, Francesco Massaro, professore presso l’Università degli studi di Torino – nonché associato INAF e INFN – e da Minfeng Gu, ricercatore dell’Osservatorio Astronomico di Shanghai in Cina, insieme ad Harold Peña Herazo durante il suo periodo post-dottorato trascorso all’Università di Torino ed affiliato all’Istituto Nazionale di Astrofisica, Ottica ed Elettronica (INAOE) del Messico hanno avviato un articolato progetto di ricerca che ha permesso di analizzare centinaia di spettri ottici raccolti grazie al telescopio Large Sky Area Multi-Object Fibre Spectroscopic Telescope (LAMOST) presso la stazione Xinglong in Cina.
In particolare, ricercatori guidati da Peña Herazo hanno selezionato un campione di candidati Blazar (Blazar Candidates of Uncertain type, BCUs), tutti appartenenti alla lista di sorgenti ignote scoperte dal satellite Fermi. L’utilizzo dei dati spettroscopici disponibili, grazie all’archivio LAMOST, ha permesso a questo team di ricerca di classificare decine di candidati blazar non ancora confermati. Inoltre, queste osservazioni hanno anche permesso di verificare la natura di altre centinaia di blazar: una informazione preziosissima che consentirà agli scienziati di determinare le distanze cosmologiche di quelle sorgenti. (BIG ITALY / SEGUE)
