“Dopo tante parole urlate, pacifica e conciliante, sullo ius soli è giunto il momento della riflessione. È il tempo forse di parlare coi gesti, far capire alla gente in modo mite e non violento”. Così il ministro Graziano Delrio, in una intervista a Repubblica, annuncia la sua adesione allo sciopero della fame a staffetta proposto da insegnanti e studenti e promosso in Parlamento dal senatore Pd Luigi Manconi, allo scopo di sostenere la discussione e la fiducia sul testo. E ribadisce: “Il governo non ha affatto chiuso la partita, si continua a lavorare finché si può”.
L’ADESIONE DI OLIVERO – “Aderisco convintamente alla campagna lanciata dal senatore Manconi per lo sciopero della fame al fine di sollecitare l’approvazione del provvedimento sulla cittadinanza. Lo faccio per diverse ragioni”. Lo dichiara il viceministro alle Politiche agricole, senatore Andrea Olivero, in una nota. “Sono stato tra i promotori – nell’anno dell’anniversario dell’Unità d’Italia – della campagna nazionale per il diritto di voto e di cittadinanza, ‘L’Italia sono anch’io’. E sono stato tra i primi firmatari della legge di iniziativa popolare che ne seguì, depositata poi alla Corte di Cassazione, legge di iniziativa popolare fatta propria anche dall’Anci, quando era guidata dal ministro Delrio – continua Olivero -. So bene che compito di chi è al governo non è fare lo sciopero della fame, ma in questo caso mi sembra doveroso fare una eccezione, anche in virtù della bontà del provvedimento già approvato alla Camera, per cercare di convincere i colleghi che hanno espresso anche in queste ore le loro perplessità. È ora di tralasciare gli interessi di bottega di una politica miope che impropriamente, trattando di questo provvedimento, allude al fenomeno dell’immigrazione, mentre invece la legge riguarda i diritti di cittadinanza delle persone di origine straniera che sono nate o sono arrivate in Italia in tenera età. Occorre invece guardare a una politica alta, che guarda all’interesse nazionale e all’equità, e cercare di approvare la legge sulla cittadinanza in questa legislatura”.
(red – 5 ott)