“Dobbiamo dare ai giovani degli strumenti per diventare cacciatori di bufale”. Così la Presidente della Camera, Laura Boldrini ha presentato il decalogo anti-bufale nell’ambito della campagna #BastaBufale, iniziativa che la terza carica dello Stato sostiene ormai da anni. Il progetto riguarderà 4,2 milioni di studenti delle medie e delle superiori ed è stato illustrato stamane di fronte agli studenti del Liceo Classico Visconti a Roma. All’evento ha preso parte anche il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Si tratterà del primo progetto di educazione civica digitale per il contrasto delle fake news destinato alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado. “La violenta campagna di odio e le minacce contro di me – ha raccontato la Boldrini – sono crollate dopo il mio post del 14 agosto, dove annunciavo che avrei denunciato queste persone. Basta guardare oggi i miei profili Facebook e Instagram. A breve – ha continuato – inizieranno i processi e i risarcimenti che riceverò li devolverò a chi fa ricerca contro il cancro, ovvero il male che ha ucciso mia sorella, vittima di una fake news diventata virale. Se è vero che siamo tutti contrari alla diffusione della falsità e della violenza, ognuno deve impegnarsi per preservare la rete dalla violenza. Abbiamo quindi il dovere di insegnare ai ragazzi che non si può convivere con chi li bullizza, con l’odio e la violenza”.
Nel suo intervento, la Presidente della Camera ha puntato il dito contro l’assenza di controlli su fake news e haters, riferendosi in particolar modo a Facebook: “Nel nostro paese Facebook ha 30 milioni di utenti non esiste un centro di controllo, mentre in altri paesi esistono dei centri operativi e del personale dedicato al contrasto dell’hate speech e delle notizie false. Le fake news – ha continuato – non sono goliardate, ma un reale pericolo per la nostra società. Pensate a quelle sui vaccini, a quelle sulle cure mediche improvvisate o sulle truffe online. La disinformazione inquina il dibattito democratico, alterando l’opinione pubblica e violando il diritto delle persone a una corretta informazione”. A parlare del senso della campagna nelle scuole è stata invece il ministro dell’istruzione: “Questa campagna – ha spiegato Valeria Fedeli – fa parte della straordinaria necessità di una nuova cultura dell’apprendimento e di nuovi strumenti formativi perché anche nelle scuole bisogna offrire strumenti di competenza e conoscenza. I giovani non devono essere soggetti passivi del digitale, ma protagonisti attivi. La campagna che oggi presentiamo – ha concluso – fa parte di un percorso di formazione. Non è solo importante per combattere le fake news, è una nuova alfabetizzazione e quindi un nuovo percorso di formazione”.