E’ iniziata ufficialmente la sessione di bilancio, che dovrà portare entro dicembre (il 21 novembre è previsto l’approdo in aula del testo) all’approvazione della manovra. I contenuti erano già noti: lo stop dell’aumento dell’Iva, che per il 2018 rimarrà fissa al 22%, l’aumento della la platea dei beneficiari degli 80 euro, un bonus permanente per l’assunzione di giovani under 30 che per il solo 2018 vale per gli under 35, un piano di assunzioni straordinario di 7.394 tra corpi di polizia e vigili del fuoco da attuare entro 5 anni, il raddoppio dell’importo (fino a 3 mila euro) della “tassa sui licenziamenti” collettivi per le imprese con più di 50 dipendenti, aiuti anche per i disoccupati sopra i 55 anni, detrazioni fiscali fino a 250 euro per gli abbonamenti a treni, bus e metro per i pendolari, proroga della cedolare secca al 10%, l’aumento dei fondi investimenti (38 miliardi), Industria 4.0, fondo famiglia. Il presidente del Senato Pietro Grasso, però, prima di autorizzare le commissioni a calendarizzare le proprie convocazioni, ha comunicato lo stralcio di 5 articoli “che andranno a costituire appositi disegni di legge” dal momento che si tratterebbero di norme di carattere ordinamentale. Salta così l’articolo che disponeva misure per la velocizzazione delle procedure esecutive dei decreti ingiuntivi, quello riguardante misure sulla cyber-sicurezza, quello sulla transizione al 5G, quello sull’equo compenso per gli avvocati e infine l’articolo sull’inclusione dell’Associazione nazionale partigiani cristiani tra le associazioni di ex combattenti che ricevono contributi statali.