Intervistato dal Corriere della Sera, il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda rimprovera il Pd per il rinvio sull’adeguamento dell’età pensionabile a 67 anni. “Vedo un errore di metodo e di merito in questa proposta del Pd — afferma il rappresentante dell’esecutivo —. Nel metodo perché si decide di non decidere sull’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita rimandando tutto a dopo le elezioni. Il rischio che ciò venga letto dai cittadini come una manovra elettorale è alto. Nel merito credo si tratti di una proposta sbagliata, che rischia di determinare uno squilibrio grave del sistema pensionistico. Ben difficilmente, infatti, il primo atto del prossimo governo sarà un via libera all’adeguamento. In tal caso il potenziale costo complessivo secondo il presidente dell’Inps sarebbe di 140 miliardi. II tutto mentre più di un terzo dei giovani è senza lavoro e rischia di non avere la pensione”. Per Calenda “È giusto aprire a correzioni su lavori gravosi e usuranti. Ma in generale è necessario ricordare che già oggi l’età effettiva di pensionamento in Italia è di circa 62 anni mentre la vita lavorativa è di 31 anni rispetto ai 37 della media europea”. “La vera emergenza oggi riguarda i giovani e il lavoro. Su questo dovremmo concentrare le risorse”. (3 nov – red)