Giorgio Gori, sindaco di Bergamo del Pd e candidato del centrosinistra a sfidare Roberto Maroni alle Regionali in Lombardia, dopo il voto in Sicilia lancia un appello a Matteo Renzi, in una intervista a Repubblica: “Cerchi il modo per costruire un’alleanza più estesa possibile. La Sicilia ci ha insegnato questo. Si sono fatti errori in questi anni e gli errori si pagano”, “se non vogliamo regalare il Paese e la Lombardia al centrodestra si devono ritrovare le ragioni dell’unità”. Renzi dovrebbe annunciare la candidatura a premier di Gentiloni? “Gentiloni ha fatto egregiamente il premier in questi mesi. È certamente tra le carte che il centrosinistra può spendere. Oggi lo statuto del Pd dice che il segretario è anche il candidato premier. Si parte da lì per confermare e rivedere questa norma. Lo decide la direzione, ma per un partito di governo l’obiettivo di vincere le elezioni è una cosa scontata”. Sottolinea quindi l’importanza di puntare anche agli elettori moderati: “In Lombardia, la somma degli elettori di entrambi gli schieramenti è 3,5 milioni. Ce ne sono altri 4,5 che o non votano più o sono sfiduciati. Se vogliamo vincere, dobbiamo riportare a votare questi elettori e conquistare anche chi in passato ha votato centrodestra. Se no, perdiamo”. E su Mdp precisa: “La Lombardia non è la Sicilia e sono convinto che abbiamo tutte le possibilità di trovare una forte e solida convergenza sul programma. Non ci sono divisioni e la Sicilia ci ha confermato che quando si è divisi si è più deboli. Dopo 23 anni di sconfitte, sarebbe un grave errore non restare uniti”. (8 nov – red)
