Dolomieu, 5 mag – Una folta delegazione del comune di Ágordo ha fatto visita, dall’1 al 3 maggio scorso, al comune “gemello” di Dolomieu (Isère – Francia), celebre per aver dato i natali al geologo Deodat de Dolomieu, cui sono intitolate le Dolomiti. Nell’ambito di questo incontro, promossa dallo stesso comune di Agordo con la collaborazione dell’ABM e di alcune associazioni italo-francesi del dipartimento dell’Isère, ha avuto luogo una giornata – il 2 maggio – dedicata all’ “ emigrazione e all’identità veneta”, che ha visto una buona partecipazione di veneti ed oriundi veneti della regione dell’Haute-Savoie. Il clou dell’incontro è stata la relazione dell’assessore regionale ai flussi migratori Oscar De Bona che ha parlato della grande comunità dei Veneti nel mondo, un altro Veneto di 5 milioni di persone sparse in ogni luogo del globo, delle Associazioni che li tengono uniti , di quanto la Regione fa per loro e con loro in ogni campo. Gli ha fatto seguito l’intervento di Gioachino Bratti, presidente dell’Associazione Bellunesi nel mondo (rappresentata anche dai consiglieri Angelo Càneve, Cipriano Della Lucia e Irene Savarìs) sull’Associazionismo e sull’opportunità di creare un’associazione veneta nella zona, in vista della quale sono state raccolte varie adesioni. A questo obiettivo ha pure lavorato l’Associazione locale INIS (Italie-Nord Isère) con Alain Pongan (di origini di Gosaldo – Belluno) da tempo impegnato nella diffusione della cultura veneta e italiana nella regione. I saluti ufficiali sono stati portati dal sindaco di Agordo Renzo Gavaz, dal collega di Dolomieu Patrick Bourdaret edal consigliere della provincia di Belluno Luciano Dal Molin. L’organizzazione di questa e di altre manifestazioni è stata egregiamente curata dai rispettivi Comitati del Gemellaggio, i momenti ricreativi dal Coro OIO di Santa Giustina, dai ragazzi dell’ agordina Biois Band e dal Coro di Dolomieu, mentre “Prime Alpi” ha portato in terra di Francia i profumi e i sapori della cucina bellunese e i “careghete” (seggiolai) di Gosaldo, che hanno incantato il pubblico rinnovando l’arte e i segreti di un’attività che a lungo ha segnato la storia e l’emigrazione della valle agordina.
(Cld/Sis)