Roma, 11 mag – Il filo conduttore de “Al tavolo del Cappellaio matto” (pag. 321, euro 22) raccolta di saggi di Alberto Manguel, è la follia, protagonista in ogni epoca non solo della finzione artistica, ma anche della vita reale. Il raffinato scrittore argentino, oggi cittadino canadese – che in gioventù ebbe anche l’onore di leggere per un Borges diventato cieco, esperienza raccontata in “Con Borges”, edito da Adelphi – presenta così un mosaico di personaggi letterari e storici, di artisti e di opere che attingono alla fonte della pazzia per sfidare, nel bene e nel male, regole e istituzioni. Per lo stesso editore Manguel firma anche “La biblioteca di notte” – excursus sulla biblioteca, luogo deputato a custodire e a tramandare la memoria passata – e “Il computer di sant’Agostino e altri saggi” che accompagna il lettore in un avventuroso viaggio nel cuore della lettura. Laddove, dalla Bibbia alle pagine web, le parole, vergate su pergamena o lanciate in rete, ereditate dai classici e riecheggiate dai traduttori, non smettono di ricordarci che siamo la somma di saperi stratificati, di esperienze vissute e condivise da singoli individui e da popoli diversi in epoche diverse.
(Grm)