Prima la caldaia che non funziona, poi le infiltrazioni d’acqua dal tetto. Ieri notte, il tubo del bagno che si rompe e sveglia Luigia D’Annibale e il marito, sfollati di Arquata del Tronto. Due mesi da incubo, nella vostra casetta nell’area di Borgo? “Quello di ieri notte – racconta la donna a Il Giornale – è solo l’ultimo dei problemi di queste Sae (soluzioni abitative d’emergenza). Siamo stanchi, sfiniti. Pensiamo di riconsegnare le chiavi e andarcene. Abbiamo aspettato tanto. E poi ci ritroviamo con questo. Casette fatte senza nessun rispetto per chi doveva andarci a vivere. E i risultati si vedono”. Quando le è stata consegnata l’abitazione? “Il 7 ottobre. Prima non funzionava la caldaia, mancava la corrente. Poi le tubature gelavano, la mattina non avevamo l’acqua, hanno dovuto rifare i tubi mettendoci una protezione. E ancora, i boiler sono montati all’esterno, non è la posizione più adatta considerando che la notte il termometro scende fino a otto gradi sotto lo zero. E infine, l’acqua che entrava dal tetto dove hanno messo la carta catramata che però col freddo si stacca”. E ora, il problema in bagno. “Erano le 4 del mattino ho sentito un rumore di acqua. Pensavo che fosse pioggia. Mi sono poi resa conto che usciva acqua a fiotti dalla cassetta dello scarico”. “Se continua così dobbiamo andarcene, siamo costretti. Si cerca di superare ogni cosa, si prova ad andare avanti, nonostante tutto. Ma adesso, non abbiamo la forza di sopportare anche questo”. (20 dic – red)