Roma, 14 mag – Bucchino ricorda ai cittadini italiani residenti all’estero che “se l’immobile è posseduto da più proprietari (ad esempio anche da entrambi i coniugi), l’imposta deve essere ripartita proporzionalmente tra loro in base alle quote di proprietà e versata separatamente. L’imposta si determina applicando alla base imponibile (costituita dalla rendita risultante in catasto al 1° gennaio dell’anno in corso moltiplicata per alcuni coefficienti predeterminati), l’aliquota stabilita dal Comune ove è ubicato l’immobile (compresa normalmente tra il 4 ed il 7 per mille). I termini per il pagamento dell’Ici sono: prima rata d’acconto entro il 16 giugno; seconda rata a saldo entro il 16 dicembre, La prima rata deve essere pari al 50% dell’imposta dovuta e già pagata per l’anno di imposta precedente. Ovviamente se il Comune dovesse variare l’aliquota per l’anno in corso, il contribuente, in fase di saldo, dovrà ricalcolare l’ICI dovuta per l’anno intero, sottrarre l’acconto pagato a giugno e calcolare la differenza in saldo. Il pagamento può essere effettuato anche in un’unica soluzione entro il termine previsto per l’acconto applicando l’aliquota stabilita dal Comune per l’anno in corso”. “Le persone non residenti in Italia – conclude Bucchino – possono effettuare il versamento dell’imposta dovuta per l’intero anno in un’unica soluzione, entro il 16 dicembre, con l’applicazione degli interessi del 3% sull’importo il cui pagamento è stato differito. I nostri connazionali (ma ricordiamo che un gran numero di essi non dovrà più pagare l’ICI grazie alla sensibilità del Governo Prodi ed alla risoluzione emanata dall’Agenzia delle Entrate in seguito all’intervento di alcuni parlamentari, tra cui il sottoscritto, eletti nella Circoscrizione Estero) possono versare l’imposta direttamente dall’estero tramite bonifico bancario oppure vaglia internazionale ordinario o vaglia internazionale di versamento in conto corrente.L’ipotesi dell’abolizione dell’ICI ventilata in campagna elettorale dallo schieramento di centro-destra favorirà i possessori di abitazione principale con rendite elevate e con redditi medio-alti, visto che attualmente i possessori di redditi bassi e di immobili con rendite medio-basse sono già esenti dal pagamento dell’imposta” .
(Sis)