“Tutti si affannano a dire che voglio fare il ministro. E chi lo vuole fare il ministro? L’ho già fatto, quindi per cortesia si smetta di dire che ‘Maroni sarà nel governo’. Ci sono già stato. Ora voglio una vita nuova, diversa. E giunto il momento di occuparsi di tante altre cose, ce ne sono diverse che si possono fare con le competenze che ho maturato e acquisito in questi anni nel mondo del pubblico. Non mi ricandido e non voglio fare il ministro”. Lo afferma il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni in una intervista ad ItaliaOggi. “La politica è una lunga storia d’amore”, prosegue, “si può fare politica dentro le istituzioni, come faccio ora, e anche fuori”. E sostiene che dopo la sua rinuncia la Regione Lombardia non diventa più contendibile per il centrosinistra: “Non posso pensare che in regione Lombardia si pensi che Maroni sia unico e che oltre a lui nel centrodestra non ci sia nessun altro in grado di vincere. Non mi reputo così straordinariamente indispensabile e insostituibile. La Lombardia è una regione concreta che valuta le cose che abbiamo fatto. Il nostro governo in questi cinque anni ha fatto cose importanti. Lo stesso Giorgio Gori, candidato Pd, ce lo riconosce con il suo slogan: se parla di ‘Fare, meglio’, significa che abbiamo fatto bene” e “non vedo grossi problemi per Fontana: è un amico, un amministratore, una persona seria, capace, competente, onesta. Sono certo che sarà un degno successore”. Inoltre precisa che nel frattempo continua la sua attività da governatore, compresi i rapporti con l’Emilia-Romagna e il suo presidente Stefano Bonaccini per arrivare insieme alla fine del percorso verso l’autonomia: “Pensiamo di chiudere la partita prima del 4 marzo, data delle elezioni”. (11 gen – red)
