A destra, Maroni attacca Salvini che attacca la Fornero, nel senso della legge. A sinistra, Bersani apre all’alleanza col Pd almeno alle regionali di Lombardia e Lazio, ma non tutti sono d’accordo. Continua a imperversare la campagna elettorale, a meno di due mesi dal voto, e a tenere banco finora sono sempre le solite due parole: “abolizione” ed “alleanza”. Sul primo fronte dibatte oggi il rilancio è stato del leader della Lega Matteo Salvini, che ieri dopo aver annunciato l’intenzione (in caso di vittoria alle elezioni) di abrogare la legge sui vaccini obbligatori era stato superato in corsa da Luigi Di Maio, candidato di M5S, e dal suo portale leggidaabrogare.it (400 leggi da cancellare nel nome della semplificazione. “La legge Fornero è sbagliata e va cancellata – dice Salvini a Circo Massimo, su Radio Capital – Non c’è nulla da discutere, mi preoccupa l’indecisione di Forza Italia: Berlusconi mi dovrebbe spiegare in cosa la riforma Fornero funziona”. Ma se il leader della Lega si dice convinto che su questo punto con Forza Italia una intesa si troverà in qualche modo, chissà se invece tornerà il sereno con Roberto Maroni, presidente uscente della Lombardia, il quale in una intervista al Foglio aveva detto: “Sosterrò il segretario del mio partito come candidato premier, ma non posso sopportare di essere trattato con metodi stalinisti e di diventare un bersaglio mediatico solo perché a detta di qualcuno potrei essere un rischio”. In Lombardia la partita è doppio, perché il marzo, così come nel Lazio, si vota anche per le Regionali. E nel centrosinistra, mentre impazza il toto-alleanza, arriva la proposta di Liberi e Uguali: correre in alternativa al Pd a livello nazionale, ma insieme nelle due regioni. “Con il PD alle elezioni siamo in competizione e impegnati a battere la sua attuale linea politica, offrendo un sicuro approdo di sinistra ai tanti che quel partito ha deluso – dice Enrico Rossi, governatore toscano, su Facebook – Con Gori in Lombardia è opportuno aprire un confronto sul programma, perché rispetto a Maroni non basta #faremeglio, come dice lo slogan Gori, ma si deve cambiare idee e politiche; nel Lazio non sostenere Zingaretti, un uomo di sinistra, è un errore perché dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri; anche solo discutere della candidatura di Bassolino in Campania è un autogol perché per la sua storia e la sua popolarità dobbiamo chiedergli umilmente di candidarsi e sostenerlo senza se e senza ma”. Ma se per il Lazio l’intesa sembra possibile, sulla figura di Gori in Lombardia si registra subito la chiusura di Nicola Fratoianni: “Io domani parteciperò all’assemblea di Leu in Lombardia per indicare il candidato di Liberi e Uguali alla regione”.
(Sis)