Milano, 20 mag – In vista dell’Expo 2015, le imprese milanesi sono pronte ad investire 4,1 miliardi di euro e ad assumere 98.000 tra dipendenti a tempo indeterminato e collaboratori. Sono questi i dati che emergono dal sondaggio condotto dalla Camera di commercio di Milano attraverso Iri Infoscan, realizzato con metodo Cati su duecento imprese milanesi nel mese di maggio 2008, e da una stima su dati del registro imprese. Secondo quanto emerso, gli investimenti saranno legati soprattutto alla realizzazione, come fornitore, di opere e infrastrutture (65,9%). “L’Expo 2015 rappresenta una grande opportunità anche per il sistema imprenditoriale – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano in occasione del Convegno sull’Expo -. I risultati di questa indagine dimostrano che le imprese ci credono e che sono pronte ad impegnarsi in progetti e in investimenti. Ma si aspettano anche molto a livello di creazione e di potenziamento di infrastrutture, in tema di sicurezza e di interventi architettonici e ambientali, destinati a creare ricchezza diffusa e restare utili e significativi nel tempo, anche dopo Expo 2015. Per questo è importante fare squadra e lavorare insieme per concretizzare i progetti in un impegno trasversale tra istituzioni e imprese”. “Dalla ricerca che abbiamo fatto – ha proseguito – emerge che il 74% delle imprese chiede più infrastrutture di trasporti e ritengo sia utile il federalismo infrastrutturale in parte già realizzato in Lombardia”. Secondo la ricerca, infatti, tra le richieste più gettonate ci sarebbe il potenziamento dei collegamenti tra la città e i punti di interesse (con Malpensa, con il quartiere fieristico Rho-Pero), interventi contro la piccola criminalità locale (furti, scippi), metropolitane, tram e bus, treni più frequenti, aumento dei vigili di quartiere, aumento dei parcheggi, ristrutturazione degli edifici esistenti, aumento delle zone verdi (parchi e alberi diffusi), creare aree pedonali. “Oggi ci sembra che le richieste che stanno emergendo, possano essere sintetizzate con tre C. – ha continuato Carlo Sangalli – Certezza, che significa procedure trasparenti, puntualità nella tempistica e garanzia nelle decisioni, Contenuti mirati a progetti lungimiranti e duraturi e Condivisione, che significa discutere insieme dei progetti rafforzando il partenariato tra pubblico e privato di cui la Camera di commercio è la naturale linea di congiunzione”.
(Cep)